La Ola, Mediterraneo No Triv e No Scorie Trisaia, in una nota, chiedono alla Regione Basilicata, ai Comuni lucani e del Vallo di Diano di "impugnare al TAR del Lazio la procedura VIA attivata dal Ministero dell’Ambiente in base alla Legge 164/2014 “Sblocca Italia” riguardante “la messa in produzione del pozzo Pergola 1 con la realizzazione delle condotte di collegamento all’area innesto 1” nel comune di Marsico Nuovo“. Su questa procedura – affermano le associazioni – il ministero dell’Ambiente ha concesso una proroga di ulteriori sei mesi su istanza dell’Eni ed a seguito della nota della Regione Basilicata trasmessa al Ministero dell’Ambiente n. prot.87953/19AB del 27/4/2015, con l’eventualità di prorogare anche il termine per la presentazione delle nuove osservazioni già scadute il 26/6/2015".
Per le organizzazioni "è importante soprattutto che i Comuni interessati al procedimento, avendo ricevuto notifica degli atti e dei provvedimenti del Ministero in merito al progetto, dispongano con urgenza un ricorso al TAR Lazio avverso le diverse ipotesi di irregolarità del procedimento VIA e come sempre segnalate dalle associazioni ambientaliste.
Inoltre, poiché dai dati ufficiali emerge che vi è inquinamento del territorio, i Sindaci, in virtù delle loro prerogative di autorità preposte a garantire la sicurezza e l’incolumità dei cittadini – evidenziano Ola, Mediterraneo No Triv e No Scorie Trisaia – hanno il dovere di adottare ogni forma utile di provvedimento per inibire il prosieguo dell’attività della società petrolifera, richiamando il principio di precauzione che stabilisce che la tutela degli ambienti e degli ecosistemi naturali e del patrimonio culturale deve essere garantita mediante un’adeguata azione che sia informata ai principi della precauzione, dell’azione preventiva, della correzione, in via prioritaria alla fonte, dei danni causati all’ambiente e al principio “chi inquina paga” che, ai sensi dell’articolo 174 comma 2 del Trattato CE, regolano la politica della Comunità in materia ambientale.
Il principio di precauzione impone e legittima anche la restrizione di alcuni diritti fondamentali, come l’iniziativa economica privata per la peculiare natura di beni come la salute e l’ambiente, il cui danneggiamento non potrebbe essere adeguatamente riparato attraverso un intervento successivo.
La Regione Basilicata sospenda inoltre con propria Ordinanza urgente, adottata dal presidente della Giunta Regionale, l’attività del “pozzo esplorativo Pergola 1”, onde verificare le prescrizioni impartite con DGR n. 554/2012, tra le quali il monitoraggio Arpab che avrebbe già evidenziato, su segnalazione di parte mineraria, la contaminazione ambientale nell’area interessata dai lavori.
Per la Ola, Mediterraneo No Triv e No Scorie Trisaia l’istanza VIA presentata al Ministero dell’Ambiente dalla società ENI SPA risulta riferita alla valutazione della messa in produzione di un “pozzo attualmente inesistente” non potendosi pertanto estendere per la VIA nazionale anche la perforazione del pozzo Pergola 1. Conclusioni queste già scritte nella nota regionale sopra citata trasmessa dalla Regione Basilicata al Ministero dell’Ambiente. Un mancato ed immediato provvedimento regionale di sospensione delle attività autorizzate con DGR 554/2012 equivale ad avvallare non solo un procedimento ministeriale viziato ed illegittimo, del resto già giudicato irricevibile dalla stessa Regione Basilicata con nota dell’Ufficio Compatibilità Ambientale del Dipartimento Ambiente n. prot.87953/19AB del 27/4/2015, ma consentirebbe alla compagnia mineraria di effettuare la perforazione del pozzo esplorativo pur in assenza di assolvimento delle prescrizioni impartite dalla Regione e riscontrate dagli uffici regionali. L’assessore regionale all’ambiente, Aldo Berlinguer, a “bocce ferme”, intraprenda tutte le azioni per ripristinare il rispetto delle norme, tra le quali il monitoraggio ambientale e l’accertamento delle eventuali responsabilità sull’inquinamento dell’area, purtroppo da noi previste già prima dell’inizio dei lavori".
La Ola, Mediterraneo No Triv e No Scorie Trisaia invitano, infine, gli enti locali del Vallo di Diano e l’Autorità di Bacino del Sele "a disporre verifiche puntuali sugli effetti delle possibili contaminazioni già verificatesi delle risorse idriche sottese all’area del pozzo Pergola 1″.
I Comuni interessati al ricorso possono richiedere la documentazione fornita su istanza di Mediterraneo No Triv (Avv Bellizzi) al seguente indirizzo: ola@olambientalista.it"
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