Petrolio, Rosa a Gentiloni: “Non siamo provinciali”

L'esponente Lb-Fdi replica alle dichiarazioni del presidente del Consiglio: “Sappiamo quali interessi ci sono dietro le estrazioni e non abbiamo intenzione di fare il vostro gioco. Partirà dalla Lucania la vera rivoluzione per mandarvi a lavorare”

&quot;Le parole di Gentilioni non ci stupiscono. La &lsquo;fotocopia&rsquo; di Renzi, che fa il premier per conto terzi, non poteva esprimersi altrimenti: siamo passati da essere &lsquo;quattro comitatini&rsquo; ad essere &lsquo;provinciali&rsquo;. E pensare che 41 mila lucani (o almeno cos&igrave; dicono gli organizzatori delle primarie Pd) hanno anche speso 2 euro per questi politicanti. Gentiloni &egrave; l&rsquo;unico capo del Governo che si reca ad una manifestazione ufficiale dell&rsquo;Eni. Nessuno si chiede il perch&eacute; di questo endorsement? Perch&eacute; il presidente del Consiglio ha sentito l&rsquo;esigenza di appoggiare pubblicamente il cane a sei zampe come i suoi predecessori non hanno mai fatto? Questo &egrave; quello che ci chiediamo noi e abbiamo il sospetto che pi&ugrave; che per &lsquo;tutelare&rsquo; la grande societ&agrave; petrolifera, lo abbia fatto per &lsquo;coprire&rsquo; il comportamento dei governi regionali lucani che, in vent&rsquo;anni, non hanno mai organizzato una seria rete di controlli&rdquo;. E&rsquo; quanto afferma il capogruppo di Laboratorio Basilicata &ndash; Fratelli d&rsquo;Italia Gianni Rosa.<br /><br />&ldquo;Che Eni estragga in tutto il mondo &egrave; cosa arcinota; che abbia causato problemi, per quanto ci risulta, solo in Basilicata &ndash; continua l&rsquo;esponente di Fratelli d&rsquo;Italia &ndash; Alleanza Nazionale<br />- &egrave; fatto da imputare principalmente ai politicanti lucani. E questo Gentiloni lo sa. Come lo sa Descalzi. Non &egrave; un problema di comunicazione, come dice l&rsquo;amministratore delegato di Eni. Anzi, il problema &egrave; che c&rsquo;&egrave; stato troppo marketing e pochi fatti; troppe sponsorizzazioni e pochi investimenti veri per lo sviluppo. In Basilicata che fine hanno fatto i 2 miliardi di royalties petrolifere? Lo sapete quanto ha dato l&rsquo;Eni alla Regione per la partecipazione all&rsquo;Exp&ograve;? 970 mila euro. Quanto per le azioni di comunicazione? 465.891 euro. Oltre ai soldi buttati in assistenzialismo, grazie anche alla complicit&agrave; di alcuni amministratori della Val d&rsquo;Agri. E vogliono continuare a comprare il nostro silenzio. Che fine ha fatto l&rsquo;Osservatorio della Val d&rsquo;Agri, oggi Fondazione, che avrebbe dovuto monitorare la situazione? Ve lo diciamo noi: controlli mai fatti. Lo sanno i lucani che la linea telefonica dell&rsquo;Osservatorio della Val d&rsquo;Agri, 0975/342098, &egrave; intestata ad Eni societ&agrave; per azioni?&rdquo;.<br /><br />&ldquo;In uno Stato normale, in una Regione normale, il controllore &ndash; conclude Rosa – non pu&ograve; e non deve confondersi con il controllato. Ma nell&rsquo;Italia di Renzi e Gentiloni, nella Basilicata di De Filippo e Pittella, accade anche che chi vuole tutelare il proprio futuro, chi vuole salvaguardare i propri figli, sia provinciale. Caro premier Gentiloni, il vostro problema &egrave; proprio che noi non siamo &lsquo;provinciali&rsquo;. Sappiamo benissimo quali interessi ci sono dietro le estrazioni lucane e non abbiamo intenzione di continuare a fare il vostro gioco. Siete la peggiore classe dirigente che una societ&agrave; possa avere. Partir&agrave; dalla Lucania la vera rivoluzione per mandarvi a lavorare. Se un lavoro ce l&rsquo;avete&rdquo;.<br />

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