Potenza, La dea Mefite di Rossano di Vaglio

Verrà presentata lunedì 4 maggio, alle or e18, nella Galleria civica di Potenza la ricerca “La dea Mefite di Rossano di Vaglio”  firmata da Franco Villani e Italo Cernera.

L’incontro inserito nel cartellone del “Maggio potentino” vedrà la partecipazione di Roberto Falotico Assessore alla Cultura del Comune di Potenza, Paolo Cioffi, scrittore e cultore di storia locale,  e degli autori.

Il rapporto tra Vaglio Basilicata e Potenza affonda le sue radici nell’età lucana ed è strettamente legato al culto della dea Mefite, una delle principali divinità osco-lucane.

Il Santuario di Rossano di Vaglio è stato frequentato dal IV sec. alla fine del I sec. a. C. Nell’area sacra del Santuario sono state rinvenute 59 iscrizioni in lingua osca, molte delle quali dedicate proprio a Mefite, spesso con l’appellativo “Utiana”, che rimanda a gruppi etnici e cultuali specifici del territorio. è stato Michel Lejeune, studioso francese, giunto a Vaglio alla fine degli anni Sessanta del secolo scorso, a compiere, nell’intero arco della sua vita, la più completa e sistematica esegesi paleografica, linguistica e storica di tutte le iscrizioni ritrovate a Vaglio. I suoi studi costituiscono un contributo fondamentale per lo studio della lingua osca e per la ricostruzione del pantheon lucano e dei suoi rapporti con la religione degli Italici e dei Greci. Ricordiamo che molte iscrizioni sono attualmente visibili nel Museo Archeologico Nazionale e nel Museo Provinciale di Potenza. Tutte le iscrizioni finora ritrovate sono contenute nel volume di Franco Villani e Italo Cernera, La dea Mefite di Rossano di Vaglio, Villani editore, 2024.

Dopo la romanizzazione della Lucania, con la fondazione del municipium di Potentia, si assiste a un progressivo spostamento del baricentro politico e religioso. Il santuario di Vaglio, pur continuando a essere importante, viene gradualmente affiancato (e poi sostituito) da nuovi centri urbani romani. In seguito alla scomparsa del santuario di Rossano, probabilmente per un evento distruttivo, il culto di Mefite si trasferisce a Potenza dove sono state rinvenute ben 4 iscrizioni dedicate alla dea Mefite. Queste iscrizioni dimostrano che il culto non solo sopravvive, ma viene assimilato nel contesto romano. Si mantiene il legame con Vaglio attraverso l’epiteto “Utiana”, che richiama direttamente la tradizione del santuario originario. Annotiamo anche che l’iscrizione, attualmente murata nell’angolo tra Piazza Pignatari e Palazzo Loffredo, dedicata alla dea Mefite, fu ritrovata nei pressi dell’attuale Piazza Martiri Lucani, un tempo chiamata Largo Mefitis, per via della presenza di un tempio oggi scomparso. Con la romanizzazione cambia anche l’alfabeto usato per le iscrizioni osche di Vaglio. Si passa, cioè dall’utilizzo dei caratteri greci a quelli latini.

In conclusione Vaglio e Potenza non sono realtà separate, ma tappe di uno stesso processo storico: Vaglio rappresenta l’origine sacra e federale del mondo lucano, mentre Potenza ne costituisce la prosecuzione in età romana, conservando e rielaborando il culto di Mefite attraverso nuove forme epigrafiche e istituzionali.

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