“L’emergenza cinghiali, come è documentato dalle numerose denunce di danni subiti da agricoltori di Viggiano e della zona, riguarda anche il Parco Nazionale Val d’Agri con l’aggravante che essa, rispetto al Parco del Pollino, diventa un elemento in più di problematicità per le comunità locali costrette a subire la mancanza di una regolamentazione territoriale di ogni attività urbanistica e produttiva”. A sostenerlo è il presidente del gruppo IdV alla Provincia di Potenza Vittorio Prinzi.
“Intanto anche nell’area del Parco Val d’Agri – aggiunge – si impongono le stesse misure e gli stessi provvedimenti sollecitati, da più parti, per un nuovo sistema di controllo a difesa delle coltivazioni, di abbattimento e cattura dei cinghiali, innanzitutto, per ridurne il numero dei capi. Per questo martedì prossimo la Commissione Caccia-Pesca del Consiglio Provinciale terrà una specifica seduta ascoltando l’assessore provinciale Figliuolo e definendo alcune iniziative. In proposito – dice ancora Prinzi – non registriamo da parte del commissario del Parco Appennino Lucano lo stesso impegno manifestato dal presidente dell’Ente Parco Pollino che si è attivato promuovendo incontri con amministrazioni locali, organizzazioni professionali agricole, associazioni di cacciatori e sollecitando la Regione. A nostro parere l’emergenza cinghiali, proprio perché presenta le stesse caratteristiche di gravità riscontrare nell’area del Pollino come nel comprensorio del Parco Gallipoli Cognato, merita e richiede identico impegno da parte di tutti a cominciare da chi ha funzioni di gestione commissariale dell’Ente Parco”.
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