Profughi a Palazzo S. Gervasio, l’appello dei vescovi lucani

Dai vescovi lucani viene un pressante appello al Governo e a tutte le istituzioni civili, regionali e provinciali, perché si adoperino per una soluzione rapida e soddisfacente dei problemi posti dall’emergenza immigrati. I presuli della Basilicata, si legge in una nota della Conferenza episcopale di Basilicata, “preoccupati per la situazione del Centro di Accoglienza di Palazzo San Gervasio che da sabato ospita 520 immigrati tunisini”, sollecitano le Caritas Diocesane “a venire incontro alle richieste di aiuto donando indumenti, tute, biancheria intima, scarpe, materiale per l’igiene personale, asciugamani e accappatoi, che verranno coordinate dalla Caritas Diocesana di Acerenza”.
La Ceb auspica che, “nel pieno e totale rispetto della dignità umana degli immigrati (tutti giovani di età compresa tra i 20 e i 30 anni), il periodo di permanenza nel Centro possa essere il più breve possibile, consentendo l’identificazione degli ospiti, e la concessione di un permesso di soggiorno temporaneo per potersi recare liberamente nelle città e nei Paesi europei dove poi dovranno regolarizzare legalmente la loro presenza.
Un prolungato e indeterminato periodo di permanenza nel Centro, al di là dell’impegno organizzativo richiesto, deve fare i conti – si legge ancora nella nota – con oggettive difficoltà logistiche, insufficienti a garantire a tutti un sereno trascorrere dei giorni, che potrebbero suscitare negli immigrati reazioni non facilmente prevedibili, dal momento che, allo stato attuale della situazione, non è concesso loro di uscire dal Centro.
La struttura di accoglienza si trasformerebbe così in luogo d’ingiusta detenzione, e (in quanto) limitativa dei diritti fondamentali di libertà e di movimento di quanti sono temporaneamente ospitati”.
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