Psi, Valvano su risultato elettorale

"Sarebbe un grave errore non raccogliere il messaggio chiaro ed inequivocabile che giunge dal voto del 4 marzo. Gli italiani hanno affermato chiaramente di volere una discontinuità nel governo del Paese e, soprattutto, di cercare risposte più concrete ai disagi di questo tempo che alimentano paure e precarietà.
Le forze politiche del centro sinistra devono responsabilmente prenderne atto e riorganizzarsi, recuperando il contatto con il mondo reale e soprattutto con quella parte della società che soffre e che continua a non avere una rappresentanza politica definita". Lo sostiene il segretario regionale del Psi, Livio Valvano.
"Sbaglia chi pensa di poter utilizzare l’esito delle elezioni per regolare conti interni alle forze del centro sinistra, in vista delle regionali. Significherebbe non aver compreso la lezione.
Legare il voto ai governi locali è pura strumentalizzazione, argomento antico e desueto, fra l’altro palesemente contraddetto dell’esame dei dati.
Basta guardare ai risultati della Puglia, peggiori rispetto a quelli della Basilicata, nonostante la diversa linea politica di Emiliano su referendum, trivelle, Ilva di Taranto: chiediamo anche a Emiliano di dimettersi perché ha realizzato in Puglia risultati addirittura peggiori della Basilicata?
E il pessimo risultato dei cinque stelle a Pisticci dove ha vinto il centro destra? E nelle città come Torino, Livorno, Parma e metà dei collegi di Roma, città governate dai cinque stelle che hanno visto prevalere il centro sinistra o il centro destra, nonostante il vento in poppa, cosa dovrebbe accadere?
Cambiamo tutti i governi locali perché è questo il senso del voto del 4 marzo?
La prima lezione che dovremmo trarne, dal risultato elettorale del 4 marzo – che non ha sorpreso quasi nessuno – dovrebbe essere proprio quella di smetterla con il tatticismo, con il politicismo fine a se stesso.
I cittadini non hanno bisogno di facce nuove nelle giunte degli enti territoriali, hanno bisogno di soluzioni a problemi collettivi.
Cambiare la Giunta regionale a sette mesi dalle elezioni sarebbe un atto suicida e irresponsabile, oltre che del tutto privo di utilità concreta.
Cosa potrebbe fare un nuovo assessore in poche settimane se non riuscire, forse, a conoscere tutti i funzionari del Dipartimento affidatogli.
É evidente che una tale richiesta va interpretata come una genuina sollecitazione a intensificare il lavoro con rinnovata energia, da qui il senso di “nuova giunta” di Santarsiero che mi sento di condividere pienamente, in un clima di massima condivisione politica.
Sarebbe opportuno che ci si concentrasse sui problemi ancora aperti, a partire dal DDL rifiuti e su come costruire una nuova proposta politica,  ampia,  condivisa e partecipata per le prossime elezioni.
Incontriamoci e sforziamoci di trovare sintonie, sforziamoci di coinvolgere la popolazione di comprenderne i bisogni; c’è un grande e proficuo lavoro che possiamo fare per proporre una rinnovata proposta politica alla gente di Basilicata".

bas 02

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