Rendina Ambiente, sindacati su procedure mobilità

Le segreterie territoriali di Fim-Cisl  Fiom-Cgil,  Uilm-Uil,  Fismic-Confsal,  Ugl Metalmeccanici, in una nota, comunicano che si è tenuto ieri l’incontro tra l’azienda Rendina ambiente (ex fenice Termovalorizzatore di Melfi), le organizzazioni sindacali e la Rsu, dopo l’avvio da parte dell’azienda Rendina ambiente delle  procedure per la riduzione di 6 lavoratori, sulla quale non si è raggiunto una intesa. “L’azienda – si legge nella nota – che opera nel settore della gestione rifiuti come termovalorizzatore con un organico pari a 52 unità ha avviato una procedura per la messa in mobilità di sei lavoratori adducendo varie motivazioni  che per il sindacato sono pretestuose e  finalizzate solo alla riduzione di personale. Da circa due anni – sostengono i sindacati – l’azienda cerca di scaricare sui lavoratori tutte l’incapacità di gestire un impianto con un processo industriale complesso”.
Le organizzazioni di categoria affermano inoltre che “l’azienda invece di dare risposte concrete al fine di ottenere le autorizzazioni ambientali, adeguare gli impianti per un regolare funzionamento  nel rispetto delle norme  di sicurezza e ambientali, vuole ridurre i costi esclusivamente attraverso la riduzione del personale”. Per questo motivo i sindacati, che hanno iniziato le procedure per la proclamazione di uno sciopero,  nel chiedere “quale sia il progetto industriale futuro” invocano il ritiro “delle procedure di licenziamento per i 6 lavoratori” e “l’avvio di un confronto”.

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