Residenze Musicali, talenti lucani da Mogol

In Basilicata c’è una gioventù che prova a scrivere il proprio futuro tra le note di una canzone. La Regione offre loro una “sponda” pubblicando l’avviso per le Residenze Musicali 2025-2027, un’occasione d’oro per 30 giovani talenti lucani che avranno la possibilità di varcare i cancelli del C.E.T. (Centro Europeo di Toscolano) in Umbria, la “creatura” fondata dal maestro Mogol. Non si tratta del solito corso teorico da seguire davanti a uno schermo, ma di percorsi di perfezionamento che coprono tutto l’arco della produzione musicale: dagli interpreti ai compositori, passando per gli autori di testo e gli esperti di produzione.
Il format è quello della residenza: quindici giorni intensi, divisi in tre fasi da cinque giorni ciascuna, vissuti interamente all’interno della sede operativa di Avigliano Umbro. La Regione Basilicata copre tutto con una borsa di studio: il costo dei corsi, il vitto, l’alloggio e l’uso delle strutture tecniche e sportive del Centro. Un investimento sulla professionalizzazione artistica che punta a trasformare una passione in un mestiere vero. Ma attenzione, la selezione non è per tutti: il bando parla chiaro e fissa paletti precisi, richiedendo un’età tra i 18 e i 35 anni, la residenza in un Comune della Basilicata da almeno sei mesi e il possesso del diploma di scuola media superiore. Per arrivare a stringere la mano a Mogol bisognerà superare due step: una prima valutazione dei titoli culturali e artistici, che scremerà i primi 50 candidati, e una successiva audizione pubblica per verificare il livello di maturazione artistica. Nella tabella dei punteggi pesano molto i titoli accademici, con ben 20 punti per un diploma di Conservatorio, ma anche l’esperienza sul campo tra concerti, pubblicazioni e incisioni discografiche può fare la differenza tra chi resta a casa e chi parte. Il tempo stringe e la procedura non ammette distrazioni: la domanda va presentata esclusivamente online attraverso il portale istituzionale, muniti di identità digitale (SPID o CNS) e di una casella di posta elettronica certificata. La Basilicata della cultura riparte dalla formazione d’eccellenza, scommettendo su una generazione che ha ancora tanta voglia di cantare e, soprattutto, di farsi ascoltare.

Tutti i dettagli nel bando che pubblichiamo in allegato.

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