Romaniello: riaprire la partita del cambiamento

Il capogruppo di Sel in Consiglio regionale sottolinea la necessita di costruire una nuova stagione nelle relazioni fra cittadini e amministratori intorno ai temi della qualità dell'azione di governo

“Si riapre la partita affinché in Italia si avvii a conclusione l’ormai troppo lunga stagione del berlusconismo. Il Paese può ritrovare ossigeno e coraggio per andare verso giorni migliori se si apre ora il cantiere dell’alternativa”. È quanto ha sostenuto il capogruppo di Sel in Consiglio regionale Giannino Romaniello intervenendo all'assemblea nazionale di Sel con la partecipazione degli amministratori e consiglieri Sel negli Enti Locali.

Romaniello si è soffermato sulla “necessita da parte della sinistra di costruire intorno ai temi della qualità dell'azione di governo degli enti locali ed alla drammatica situazione in cui a seguito dei tagli si trovano i Comuni, una nuova stagione nelle relazioni fra cittadini e amministratori. La sinistra ed in particolare Sel ha bisogno di definire con maggior chiarezza la sua strategia sulla riforma della filiera istituzionale (Regione, Province, enti intermedi, Comuni) sui tagli ai costi della politica non cadendo nella trappola berlusconiana e populista di riduzione dei luoghi della partecipazione e della democrazia. Ridurre i costi significa tagliare significativamente le indennità, il numero degli esecutivi evitando di ridurre la rappresentanza nelle assemblee: si possono continuare ad avere quaranta consiglieri comunali e ridurre i costi come pure trenta consiglieri regionali ma con una indennità pari alla metà di quella attuale”.

Secondo il capogruppo di Sel “la manovra varata dal Governo ha un profilo tutto economicistico dai connotati antisociali e senza una visione strategica se non quella di far quadrare i conti accentuando ancora di più le diseguaglianze sociali e territoriali. I tagli agli enti locali, alla scuola alla sanità, alla sicurezza sono anche figli di una idea sbagliata di federalismo ed autogoverno. Il federalismo è la federazione di Stati, come dimostra la storia americana, e non la frantumazione di un uno Stato.
Si tratta quindi per la sinistra di rilanciare i valori e le ragioni alla base della lotta per l'unità, l'affermazione della uguaglianza e dei diritti che hanno caratterizzato il novecento. Serve quindi rafforzare il progetto politico di Sel quale partito organizzato, capace di dare rappresentanza politica alle lotte sociali e dei movimenti aprendo una nuova stagione delle relazioni politiche una strada per costruire una nuova alleanza di centro sinistra su contenuti e bisogno concreti della gente superando politicismo, tatticismi e personalismi figli di una cultura politica passata”.

“Programma condiviso, primarie, etica e questione morale – ha aggiunto Romaniello – sono i cardini su cui battere le destre e dare al paese, in primo luogo alle giovani generazioni la speranza che cambiare si può e un paese migliore e più eguale è possibile. La sinistra serve se la sua presenza nei governi del paese, regionali e dei Comuni aiuta a migliorare le condizioni di vita dei più deboli altrimenti è uguale agli altri e soddisfa solo le aspirazioni dei singoli ad esercitare funzioni di governo (se non di potere) che poco hanno a che vedere con la sua storia e la sua nascita alla fine dell'Ottocento. Avevamo scommesso sui processi di partecipazione attiva per ‘riaprire la partita’ ed ora la partita si è davvero riaperta. Oggi – ha concluso – trova conferma una strategia più complessiva che ha sempre scelto di puntare su quell’Italia “migliore” che non aveva né voce né rappresentanza politica”.

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