Rosa: “Il ruolo dei sindacati in Basilicata è al capolinea”

"La politica la fa chi governa. Ma non si possono sottacere le responsabilità di chi ha perso il ruolo di mediatore tra le parti, di chi non si riesce ad imporre, di chi dimostra un’incapacità d’azione nei confronti del governo regionale”

&ldquo;Il ruolo dei sindacati in Basilicata &egrave; al capolinea. Dopo le ultime dichiarazioni, ne abbiamo la conferma. Nella nostra Regione, pi&ugrave; che nel resto d&rsquo;Italia, si percepisce la sconfitta delle lotte operaie che trovarono, nelle associazioni di categoria, la bandiera sotto la quale riunirsi. La qual cosa &egrave; conseguenza fisiologica della struttura economico – sociale regionale: il governo &egrave; di sinistra da quarant&rsquo;anni e le associazioni di categoria, sia quelle dei lavoratori che quelle degli imprenditori, sono vicine al sistema della sinistra. Ecco perch&eacute; le battaglie in Basilicata non funzionano: &egrave; come chiedere ai figli di rivoltarsi contro i genitori&rdquo;. E&rsquo; quanto sostiene il capogruppo di Laboratorio Basilicata &ndash; Fratelli d&rsquo;Italia Gianni Rosa.<br /><br />&ldquo;Allora &ndash; aggiunge -, guardiamo con un certo stupore e con molta tenerezza i sussulti dei sindacati che rivendicano, a intervalli, un qualche ruolo di difesa dei lavoratori, salvo poi riunirsi con il potente di turno e dichiarare che &egrave; tutto a posto. I problemi evidenziati dai sindacati lucani (Argaip, forestazione e reddito minimo) non sono nuovi. Sono sempre gli stessi problemi che, evidentemente, non hanno trovato soluzione nel corso degli anni. Sono gli stessi problemi oggetto di accordi che, evidentemente, rappresentano solo carta straccia&rdquo;.<br /><br />Rosa si chiede &ldquo;che fine ha fatto il Patto Basilicata 2020 sottoposto ai segretari di Cgil, Cisl e Uil, a Confindustria Basilicata e alla rappresentanza del cartello di associazioni &lsquo;Pensiamo Basilicata&rsquo; (cartello figlio del sistema Pd e il cui presidente si vocifera essere il prossimo candidato alla presidenza della Regione), sottoscritto nel gennaio 2014? E quello sottoscritto tra Pittella e i sindacati il 2 dicembre 2014, proprio sulle soluzioni per il reddito d&rsquo;inserimento? Allora, fu un coro di grandi plausi, tutti insieme appassionatamente riuniti nella difesa della programmazione di Pittella, per poi finire punto e a capo, con tutte le problematiche sociali ed economiche che si ripropongono a cadenza fissa. In tre anni non &egrave; stato fatto nulla. Non &egrave; colpa dei sindacati. Certo che no. La politica la fa chi governa. Ma, sicuramente, non si possono sottacere le responsabilit&agrave; di chi ha perso il ruolo di mediatore tra le parti, di chi non si riesce ad imporre, di chi dimostra un&rsquo;incapacit&agrave; d&rsquo;azione nei confronti del governo regionale&rdquo;.<br /><br />&ldquo;I comunicati dei sindacati lucani &ndash; conclude l&rsquo;esponente di Fratelli d&rsquo;Italia &ndash; Alleanza Nazionale – si possono riassumere in un&rsquo;alternanza tra un plauso al governatore o all&rsquo;assessore di turno, salvo poi rendersi conto che nulla &egrave; cambiato e, quindi, criticare l&rsquo;inerzia e l&rsquo;inconcludenza della politica, qualche mese dopo. Risultato? A parte qualche titolo di giornale: zero. Intanto i lavoratori Argaip non prendono lo stipendio. Intanto, quel grande comparto che, a detta di Pittella, doveva essere un motore di sviluppo per la Basilicata, continua a rappresentare solo un carrozzone pubblico. Intanto, il reddito minimo non parte. &Egrave; il declino di un&rsquo;organizzazione, quella sindacale di Basilicata, che va avanti da troppo tempo e che purtroppo pagano i cittadini. Speriamo in una svolta. Speriamo&rdquo;.<br />

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