Pittella e Speranza in coppia cercano di ‘vendere’ lo Sblocca Italia ma ingannano i lucani
“Una conferenza stampa per venirci a dire che hanno lavorato bene per la Basilicata e per dirci ‘tutto a posto’. Sembrano Totò e Peppino che cercano di vendere la fontana di Trevi. La verità è che, a Roma, scattano tutti sugli attenti, segno della poca considerazione che hanno nel loro partito. E non per colpa del numero dei lucani, sia chiaro, ma per la loro bassa statura politica. La Lucania, con i suoi numeri, negli anni, ha espresso personalità con altro peso ed altro spessore. Poi, gli stessi che lì chinano il capo, vengono qui, nella loro Terra, e alzano la voce facendo la parte del leone. Un solo aggettivo definisce il comportamento dei due rappresentanti istituzionali: vergognoso”. Ad affermarlo il consigliere regionale del gruppo Lb-Fdi, Gianni Rosa che sottolinea: “Il ‘piccolo’ Speranza piange e si lamenta del fatto che ‘La Basilicata rappresenta un centesimo della popolazione nazionale’ e che la riforma del Titolo V della Costituzione è ‘ineludibile’. E’ vergognoso. Per il sol fatto di essere pochi dovremmo rinunciare ai nostri diritti? La verità è un’altra. Il ‘suo’ Presidente (giacché non eletto dal Popolo né designato dal Popolo, ma scelto da una parte del Suo partito) considera i lucani ‘comitatini’ e lui solo un ‘portatore di comandi’”.<br />“Come rappresentante del Popolo italiano – afferma il consigliere – chissà se si rende conto dell’enormità che dice quando parla dell’ineludibilità della modifica costituzionale. E la dialettica democratica? Siamo in una dittatura in cui uno decide per tutti? E poi se per la modifica della Costituzione è previsto un ‘procedimento aggravato’ un rappresentante dello Stato può permettere che ciò avvenga attraverso legge ordinaria? Vergogna. A Speranza consigliamo di smettere di fare il lavativo e di lamentarsi di rappresentare ‘solo pochi italiani’, le sue prebende come parlamentare sono le medesime di quelle di un rappresentante della Puglia o della Sicilia, faccia il proprio lavoro nell’interesse del popolo lucano che lo ha eletto e di quello italiano che rappresenta. E violentare un territorio e violare la Costituzione non sono nell’interesse né dell’uno né dell’altro”.<br /><br />“Pittella – continua Rosa – sostiene, invece, che lo ‘Sblocca Italia’ ‘libera per i prossimi dieci anni circa un miliardo e mezzo di euro che saranno spesi per le infrastrutture e lo sviluppo del territorio lucano, utilizzando le royalties derivanti dallo sfruttamento dei giacimenti petroliferi’. Si rende conto il Governatore che le sue sono solo proiezioni finanziarie che si basano su una norma che definire contorta è dire poco? Dovremmo fidarci sulla sua parola allo stesso modo in cui i lucani si sono fidati delle sue promesse in campagna elettorale quando si faceva paladino contro le compagnie petrolifere? Chiede ancora fiducia dopo averla palesemente tradita?Afferma il Presidente che non ci sono gli estremi per impugnare l’articolo 38 dello ‘Sblocca Italia’. Pensa, davvero che i lucani siano così ingenui da credere una cosa simile? Per il sol fatto di anticipare quella ‘ineludibile’ riforma costituzionale senza seguire il procedimento di revisione ex articolo 138 della Costituzione l’articolo 38 è, di per sé, incostituzionale”.<br /><br />“E poi dichiara l’esponente di Lb-Fdi – si rende conto che nella esaltazione di un provvedimento che vede contrario il popolo non fa altro che parlare di soldi. Possono i soldi compensare la salute dei cittadini, un paesaggio incontaminato, l’acqua purissima e l’aria salubre che maggiori estrazioni comprometterebbero? Non crediamo. E come saranno garantiti questi ‘beni’ quando sarà lo Stato che confezionerà, attraverso il procedimento unico concessorio, tutti gli atti? Rifletta il Presidente, ci sono cose che non si comprano, come il rispetto dei conterranei. Ha fatto delle promesse in campagna elettorale e non le sta mantenendo. Le generazioni future (sperando che i nostri giovani non emigrino tutti) lo ricorderanno solo come il Presidente che ha deposto le armi senza combattere”.<br /><br />“A lui diciamo – conclude Rosa – di smettere di fare il ‘servo sciocco’ di Renzi e di fare il ‘servitore utile’ del popolo lucano che è l’unico a cui deve rispondere delle sue scelte: impugni l’articolo 38 come faranno altre Regioni e come è stato deliberato dal Consiglio regionale”.<br /><br /><br />