Sarà Gianfranco Amato, il presidente dei ‘Giuristi per la vita’ a partecipare all’incontro ‘Gender – per chi suona la campanella’, in programma al Conservatorio ‘C.G. da Venosa’ di Potenza, in via Tammone 1, nel capoluogo lucano. Alle 10,30 di venerdì 29 gennaio nell’auditorium, insieme a lui, il garante per l’Infanzia di Basilicata Vincenzo Giuliano e il dirigente dell’Ufficio III Ambito territoriale Potenza – Usr Basilicata, Debora Infante. Ad ascoltarli centinaia di studenti delle scuole superiori del capoluogo, docenti e quanti vorranno essere informati su un tema di grande attualità.
Amato che sarà tra i protagonisti del Family day in programma il giorno 30 a Roma, prosegue una serie di tre incontri organizzati dall’ufficio diocesano di Pastorale giovanile nei quali si stanno affrontando le tematiche legate al ‘gender’.
Il primo si è tenuto sabato 24 ottobre, ha visto oltre alla partecipazione dell’Arcivescovo, monsignor Agostino Superbo, del Sindaco di Potenza, di diversi consiglieri regionali firmatari della prima mozione in Italia, contro la diffusione dell’insegnamento del ‘gender’ nelle scuole lucane, quella di circa 500 persone nel teatro F. Stabile. In quell’occasione ospite fu Mario Adinolfi che si soffermò sul tema dal punto di vista politico, sociale e antropologico.
Amato invece analizzerà gli aspetti didattico-pedagogici, coinvolgendo il mondo della scuola, proprio su argomenti che riguardano in particolare docenti, alunni e genitori. L’appuntamento conclusivo, si svolgerà in primavera, e vedrà a Potenza padre Maurizio Botta, altro esperto che sarà chiamato ad affrontare gli aspetti teologico-pastorali della vicenda.
Previsti interventi musicali a cura del Conservatorio. L’avvocato Amato recentemente ha ricordato l’importanza “dell’articolo 26, terzo comma, della Dichiarazione universale dei diritti dell’uomo” nel quale si “dice che i genitori hanno diritto di priorità nell’educazione dei propri figli rispetto allo Stato. Questo articolo è stato introdotto nella Dichiarazione universale dei diritti dell’uomo nel 1948 proprio perché dopo la guerra l’esperienza aveva dimostrato come fosse stato devastante e distruttivo l’indottrinamento dei giovani da parte del sistema di istruzione statale pubblico del Terzo Reich. Oggi, dopo 70 anni, siamo costretti a invocare di nuovo lo stesso principio”.
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