Intervento di Cgil-Cisl-Uil Funzione Pubblica “La chiamano riforma di efficientamento: quello che si prospetta, invece, è un vero e proprio smantellamento del sistema camerale. La motivazione ufficiale è quella di “efficientare” la Pubblica Amministrazione, con un taglio delle sedi e riduzione del numero delle Camere di commercio ad un massimo di 60. Ciò che concretamente si realizzerà sarà, prima di tutto, un taglio delle funzioni fondamentali per le imprese: addio a contributi e finanziamenti alle imprese, all’innovazione e alle start up ; niente più sostegno all'internazionalizzazione; niente più iniziative di agevolazione al credito per le PMI; addio ai servizi di conciliazione e mediazione; niente più servizio di marchi e brevetti; niente più corsi di formazione; fine degli studi sull'economia del territorio; niente assistenza all’export (certificati d’origine, ecc.). Oltre alla riduzione delle funzioni, è prevista la riduzione del personale dipendente delle Camere di commercio del 15%; tale percentuale salirà al 25% una volta che saranno finiti gli accorpamenti. Alla riduzione del personale dipendente delle Camere di commercio si devono aggiungere i tagli che riguarderanno tutti gli altri lavoratori del sistema camerale allargato. Il Sindacato non ha mai negato l’esigenza di riforme nella P.A. e, quindi, anche nelle Camere di commercio ed è pronto a sostenere e a partecipare ad un profondo rinnovamento, purché questo attenga a reali esigenze di interesse pubblico e valorizzi le professionalità esistenti. I lavoratori e le lavoratrici della Camera di commercio di Matera si sono riuniti in assemblea giovedì 28 gennaio 2016: Per far comprendere al Governo che la Pubblica Amministrazione non costituisce solo fonte di spreco o sperpero di denaro pubblico. Per chiedere agli operatori economici, alle imprese, ai cittadini di condividere la nostra battaglia per la difesa di un ente “che funziona”. I lavoratori e le lavoratrici della Camera di commercio di Matera manifestato la propria indignazione per l'assurdo spreco di competenze e professionalità cui la riforma condurrebbe ed esprimono preoccupazione per il proprio destino lavorativo”. bas 03