Teatro: a Vaglio di Basilicata “Truculentus”

La suggestiva location degli Scavi di Rossano di Vaglio sarà tappa domani sera, alle 21 dello spettacolo teatrale dal titolo: “Truculentus” prodotto da Arwen Films Mda, nell’ambito del Festival Teatri di Pietra 2011, Theatrum Theatron, promosso dal Cde ( Centro Europeo di Drammaturgia ) dalla Provincia di Potenza, dai Comuni di Vaglio di Basilicata, Grumento Nova e Venosa, dalla Regione Basilicata, dalla Soprintendenza per i Beni archeologici della Basilicata e dal Ministero per i Beni e le Attività Culturali. Truculentus da Plauto vede la regia di Aurelio Gatti e Riccardo Diana, le musiche originali sono affidate ad Aldo Azzaro, protagonisti in scena saranno Eleonora Brigliadori, Sebastiano Tringali, Cinzia Maccagnano, Riccardo Diana, Claudia Ferri e Manuela Lomeo. Si tratta di un omaggio alla commedia Plautina, un attento lavoro che introduce la formula dell’en travestì, ampiamente utilizzata nella commedia dal ‘500 ai primi dell’800. La condizione d’incertezza per l’andata in scena genera un percorso parallelo alla trama dell’opera fornendo materia e argomenti per un esilarante intreccio tra la vita del teatro e la tessitura della commedia. La trama di quest’opera-lavoro della tarda maturità plautina-è piuttosto complessa e sembra privilegiare, rispetto alla comicità immediata delle battute, quella più raffinata che deriva proprio dall’intricato evolversi della vicenda. Largamente lacunosa, prende il titolo dal nome del rustico e brutale Truculento, “nome parlante” che in latino significava “zoticone, violento” – da cui poi in italiano “truculento” – , che si riferisce al carattere del personaggio, dapprima misogino ed infine sedotto, suo malgrado dalla serva Astafio. Gli altri personaggi, tutti corrispondenti ad un tipo umano, sono: Diniarco, l’adulescens, cioè il giovane di città: Stratofane, il soldato spaccone e Strabace, il contadino padrone di Truculentus. Tutti e tre sono perdutamente innamorati di Fronesio, una cortigiana ateniese. Minore importanza hanno Ciamo, il servo di Diniarco, la pattinatrice di Fronesio, varie altre figure di servi, il vecchio Callicle, mentre non può essere dimenticata Astafio, la scaltrissima serva personale di Fronesio.
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