Tpl Potenza, Fit Cisl replica a Faisa Cisal

 È durissima la replica della Fit Cisl alle dichiarazioni rese ieri l’altro alla stampa dal segretario della Faisa Cisal, Donato Colangelo. “Non avremmo mai creduto di doverci difendere dai continui attacchi a mezzo stampa contro la nostra organizzazione e che la controparte della Faisa sia la Fit e non, come dovrebbe, chi ha devastato il servizio urbano di Potenza”, dichiara in una nota la segreteria regionale della Fit. “Nel servizio urbano del capoluogo la Fit Cisl ha sempre rappresentato democraticamente la maggioranza dei lavoratori e, avendo un’ottima memoria storica, ci ricordiamo bene gli eventi che hanno investito questo settore sin dal 1988. Soprattutto ci ricordiamo che il signor Colangelo ha ricoperto fino al 2013 un ruolo apicale all’interno della vecchia gestione Cotrab e che nel 2015, quando tutti i lavoratori protestavano per vedersi riconosciute il pagamento delle mensilità, interrotte dal Cotrab per i mancati versamenti per più di 10 milioni di euro da parte dell’amministrazione comunale, al suo Rsa, veniva imposto di prendere servizio, addirittura litigando con i propri colleghi, altro che stare in trincea”.

“Non comprendiamo di quale nuovo metodo di trasporto parli il sindacalista, considerato che proprio la Faisa Cisl nel novembre 2015 ha siglato unitamente a Filt, Fit e Uilt, un contratto nazionale che tutela proprio le leggi regionali e gli accordi di secondo livello nei cambi di appalto, invece qui rinnegato clamorosamente. Vorremmo anche dire al Colangelo che all’interno della segreteria della Fit Cisl non sono presenti ‘politicanti di mestiere, né emergenti’, anche perché lo impedisce lo statuto, e il suo gruppo dirigente è eletto democraticamente dagli iscritti, soluzione di gran lunga preferibile al nepotismo sindacale e aziendale”.

“Quanto alle farneticanti e deliranti dichiarazioni della Faisa riguardati eventuali offese fatte al sindaco di Potenza nella riunione del 28 maggio, rispondiamo ricordando che la Fit e la Cisl si sono limitate a rappresentare al primo cittadino il quadro istituzionale delle regole che governano il settore autoferrotranviario, regole che la Trotta ha violato costantemente nel corso dei 30 mesi della sua gestione. Di contro, appare di tutta evidenza che chi ha offeso il sindaco è proprio l’estensore dell’articolo, in quanto fa trasparire che lo stesso non avrebbe avuto l’autorevolezza per discernere le materie trattate".

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