“Con riferimento al primo incontro del tavolo di centro sinistra, svoltosi ieri 3 agosto presso la sede regionale del Partito Democratico, come forze ambientaliste e della sinistra che partecipano al tavolo, vorremmo provare a porre alla discussione alcuni punti che, a nostro avviso, potrebbero aiutare a chiarire e forse anche arricchire la proposta complessiva.
Lo facciamo partendo dalla condivisione dello strumento delle primarie per la scelta della/del candidato presidente delle prossime elezioni regionali. Esse possono rappresentare uno strumento utile innanzitutto a riavvicinare la cittadinanza alla politica e alle sue scelte, sottraendo così alle sole segreterie e/o ai soli apparati di partito la scelta di chi poi rappresenterà migliaia di cittadini”. E’ quanto affermano in un documento congiunto Pino Brindisi (coordinatore regionale Verdi), Nicola Magnella (segreteria regionale Prc), Maria Murante (coordinatrice regionale Sel), Livio Valvano (segretario regionale Psi).
Il documento prosegue con l’elenco di alcuni punti fondamentali per le 4 forze politiche:
“Innanzitutto riteniamo necessario individuare quali sono i confini della coalizione che indìce le primarie”, anche “per superare quei paradigmi delle ‘geografie variabili’ e delle ‘porte girevoli’ che troppo spesso hanno presidiato alla tattica della maggioranza che ha governato la regione”.
“Il secondo punto che vogliamo proporre prova a chiarire il quadro politico in cui le future elezioni si svolgono, non potendo nasconderci che, per la prima volta in Basilicata siamo di fronte alle dimissioni del governatore e allo scioglimento anticipato del Consiglio”. Le forze di sinistra chiedono, inoltre, “il recupero dello spirito progressista e modernizzatore che ne aveva segnato gli albori, ri-tematizzando, politicamente, quelle che riteniamo essere grandi e non superate contraddizioni nelle scelte strategiche che si intendono assumere;
il tema della sobrietà amministrativa che passa, necessariamente, attraverso una profonda riforma amministrativa che ponga a se stessa il tema della razionalizzazione e della efficacia e restituisca autonomia piena alle diverse funzioni;
la centralità della questione morale come questione politica e che, in tutte le sue articolazioni, non può che passare anche attraverso la questione del cambiamento e del rinnovamento della politica”.
“Ed è nel tentativo del recupero di tale rapporto di fiducia che, rimanendo nel solco profondo del garantismo, – affermano – riteniamo non aggirabile un alto senso etico nella elaborazione delle candidature.
Solo un centro sinistra che sappia farsi interprete della domanda di radicale cambiamento e rinnovamento che emerge dai gangli delle drammaticità economiche e sociali delle lucane e dei lucani – concludono – potrà garantire quella fiducia necessaria ad uscire dalle sacche desertiche in cui siamo collocati”.