Massaro (Csail) chiede a Eni segnale concreto di pacificazione

Se l’Eni intende dare un segnale concreto di “pacificazione” con le comunità della Val d’Agri, dimostrando nei fatti di voler voltare pagina nel rapporto con la società civile, finanzi direttamente l’attività di tre servizi essenziali per l’Ospedale di Villa d’Agri: il ripristino del Punto nascita, il potenziamento di oculista e l’avvio del centro ambientale. E’ la proposta – secondo quanto riportato in una nota – che il portavoce del Csail Filippo Massaro ha presentato ieri intervenendo all’evento “Brindisi di Natale” promosso dal comitato editoriale di Orizzonti, idee della Val d’Agri, alla presenza di dirigenti della società petrolifera. Massaro ha spiegato che l’Eni dovrebbe accollarsi gli stipendi di medici e del personale del Punto nascita, vale a dire quelle necessarie per consentire che si torni a partorire a Villa d’Agri dove la struttura ospedaliera è in grado di provvedere a tutto il resto. C’è poi da garantire che il Dipartimento di monitoraggio ambientale, della salute, del territorio e delle sorgenti di acqua possa finalmente svolgere i compiti rilevanti assegnati e che la Regione non è stata ancora capace di portare a termine. Riconosco che il metodo della società petrolifera nell’approccio con i movimenti della società civile e la comunità locale sta notevolmente e positivamente cambiando, specie rispetto al passato, favorendo informazione e comunicazione che sono gli elementi fondamentali per superare l’atteggiamento ostile di buona parte dei valligiani verso il Cova e più in generale l’Eni. Un passo importante – sottolinea – è la conoscenza di quanto accade per l’attività dell’impianto come in quella petrolifera, attraverso le visite guidate al Cova. Chiediamo che il management faccia un altro passo avanti e si occupi delle condizioni di salute dei valligiani. Come è noto – dice Massaro – Regione e Asp non potranno garantire i servizi essenziali ospedalieri ed anzi sono orientati a ridurli. Per questa ragione l’Eni con un piccolo investimento che è davvero una piccola parte degli introiti derivanti dal petrolio e dal gas può venire incontro all’esigenza di tutela della salute. Sarebbe un bel gesto specie dopo le vicende dello sversamento del greggio dal serbatoio e i numerosi casi di inquinamento verificatisi in tutti questi anni per dimostrare sensibilità sociale. Le royalties purtroppo non sono servite a questo. Il Csail continuerà a monitorare ogni cosa, conservando la propria autonomia di giudizio, ad esprimere le proprie valutazioni e a sollecitare risposte a tante domande che si fa quotidianamente la gente della Val d’Agri.

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