Infarto, presentato uno studio del San Carlo

Durante il workshop “La tecnologia al servizio del Laboratorio per il miglioramento della qualità e l’ottimizzazione delle risorse”, tenutosi di recente nell’ambito del congresso nazionale della Società italiana di patologia clinica e medicina di laboratorio (SIPMeL) a Riva del Garda, la dottoressa Teresa Carbone, del laboratorio di Patologia clinica e microbiologia dell’Azienda ospedaliera regionale San Carlo di Potenza, ha presentato i risultati di uno studio innovativo volto a migliorare la gestione dei dosaggi delle troponine cardiache.

La troponina ad alta sensibilità rappresenta un biomarcatore fondamentale nell’ambito dell’emergenza/urgenza per la diagnosi di infarto del miocardio, la valutazione del danno cardiaco e la diagnosi differenziale della sindrome coronarica acuta. Nonostante i progressi tecnologici nei metodi immunometrici, i tempi di analisi restano un fattore critico nei contesti clinici acuti.

A partire da questa osservazione, la dottoressa Carbone ha promosso, in collaborazione con gli informatici del sistema Middleware, lo sviluppo di un algoritmo dedicato in grado di ottimizzare i tempi di refertazione. L’algoritmo analizza automaticamente lo storico delle ultime 24 ore dei pazienti con richiesta di troponina e, in presenza di valori superiori a 20mila nanogrammi per litro, attiva in modo automatico il test diluito, eliminando le operazioni manuali e riducendo il tempo totale della misura (turnaround-time, TAT) da 22 a soli 11 minuti.

Il direttore generale dell’Azienda ospedaliera regionale San Carlo di Potenza, Giuseppe Spera, ha espresso soddisfazione per il risultato conseguito: “Il lavoro presentato dimostra come la valorizzazione delle competenze interne e l’investimento in ricerca e innovazione possano tradursi in benefici concreti per i pazienti e per l’intero sistema sanitario. È motivo di orgoglio sapere che professionisti della nostra Azienda contribuiscano attivamente al progresso scientifico e organizzativo del servizio sanitario regionale”.

“Dai primi risultati è emerso che circa il 10 per cento dei pazienti è stato gestito con la nuova regola” ha spiegato la dottoressa Teresa Carbone. “Questo ha consentito una riduzione significativa dei tempi di risposta, una diagnosi più precoce e un intervento terapeutico più tempestivo, oltre a un considerevole risparmio economico per l’Azienda”.

Il direttore del Laboratorio di patologia clinica e microbiologia dell’ospedale San Carlo di Potenza, Vito Pafundi, ha commentato: “Questo è un esempio virtuoso di come il laboratorio possa contribuire a gestire l’innovazione tecnologica trasformandola in valore per il beneficio del paziente. Il nostro obiettivo è quello di continuare ad essere propositivi e a studiare sempre nuove soluzioni che possano anticipare i bisogni clinici dei nostri pazienti”.

L’Azienda ospedaliera regionale San Carlo conferma così il proprio impegno nel promuovere la ricerca clinica applicata, l’innovazione tecnologica e la valorizzazione del capitale umano, un passo concreto nel percorso di crescita e miglioramento continuo.

 

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