Agricoltura: Cia, appello ai parlamentari lucani

Un appello ai parlamentari lucani di tutti i partiti e schieramenti politici perché “voler bene all’agricoltura significa garantire la governabilità attraverso la formazione di un nuovo governo autorevole, espressione di tutte le forze politiche presenti in Parlamento, in grado di affrontare con determinazione la grave situazione economica, di rassicurare i mercati finanziari, di predisporre un provvedimento per lo sviluppo che contenga anche misure per la competitività delle imprese agricole e che proponga modifiche alla legge elettorale, capace di ridare ai cittadini la facoltà di scegliere i propri rappresentanti da eleggere in Parlamento”. E’ quanto sottolinea una nota dell’Ufficio di Presidenza della Cia-Confederazione italiana agricoltori.
“Il caso dei 7milioni di euro destinati dal Governo come prima, parziale e dovuta risposta agli agricoltori e cittadini del Metapontino e diventati ‘ballerini’ – sottolinea la Cia – è sicuramente l’esempio più diretto dell’incertezza e confusione che caratterizza l’azione dell’attuale Governo. Per non parlare della trattativa in corso per la definizione della nuova Pac post 2013: ci preoccupa la scarsa autorevolezza del Governo italiano in Europa con il rischio di non ottenere quelle garanzie di cui hanno bisogno i produttori agricoli specie delle regioni del Sud e quindi con il pericolo di ulteriori penalizzazioni. Per questo motivo auspichiamo tempi rapidi per un chiarimento del quadro politico. E’ indispensabile una pronta approvazione della legge di stabilità con le annunciate misure necessarie al risanamento del debito e al sostegno delle imprese.
Tutto quanto è avvenuto in queste ultime settimane sui mercati finanziari – è scritto nella nota – testimonia che la situazione è ormai insostenibile ed è quanto mai urgente una via di uscita che permetta di affrontare i problemi in maniera adeguata, dando risposte valide all’Europa e ai mercati dove continua l’assalto ai nostri titoli. Per chi non avesse piena consapevolezza della stretta relazione con la crisi finanziaria, le quotazioni delle produzioni alimentari principali risentono della stessa grande volatilità con conseguenze sulla redditività dei produttori. Le prime avvisaglie sono riscontrabili per le produzioni cerealicole che registrano da parte dell’Ismea decrementi di quotazioni sino al 5 per cento mentre gli aumenti che i consumatori verificano dal fruttivendolo o al supermercato per frutta ed ortaggi di stagione non hanno alcun effetto sui campi dove le quotazioni sono nettamente inferiori”.
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