Il Centro “Gioia” di Chiaromonte compie 20 anni

Vent’anni di cura, rinascita e risposte concrete ad una delle sfide cliniche ed umane più complesse del nostro tempo. Correva il 2 agosto 2006 quando il Centro per i Disturbi del Comportamento Alimentare e del Peso “Giovanni Gioia” dell’ASP muoveva i suoi primi passi. Oggi, a due decenni dall’avvio, la struttura di Chiaromonte celebra un anniversario che rappresenta la consacrazione di un polo pubblico di eccellenza nazionale capace di curare oltre 7.000 pazienti e di diventare un faro di speranza per centinaia di famiglie provenienti dall’intera Italia.
Alla cerimonia del ventennale ha preso parte l’assessore regionale alla Salute e Politiche della Persona, Cosimo Latronico, che ha voluto riaffermare il valore strategico della struttura e il sostegno incondizionato del governo regionale alla sanità delle aree interne.  La storia del Centro “Giovanni Gioia” nasce da un atto di profondo coraggio. È la storia di un padre, Giovanni Gioia, che visse il dramma dell’anoressia nervosa della figlia in un’epoca in cui la carenza di strutture specializzate nel Mezzogiorno costringeva le famiglie a dolorosi “viaggi della speranza” verso il Nord o l’estero. Giovanni Gioia scelse di trasformare la sofferenza privata in una grande battaglia di civiltà e salute pubblica, sollecitando le istituzioni lucane a realizzare un presidio pubblico sul territorio.
“Intitolare il Centro a Giovanni Gioia – ha detto Latronico – significa onorare questa straordinaria spinta di riscatto e, al tempo stesso, richiamare il valore simbolico della parola “Gioia”, che rappresenta il fine ultimo di ogni percorso terapeutico: restituire ai ragazzi la serenità nel rapporto con se stessi e con il mondo”.
Dall’anoressia nervosa alla bulimia, dal disturbo da abbuffata compulsiva fino all’obesità morbigena, i disturbi della nutrizione rappresentano oggi una delle principali cause di mortalità in ambito psichiatrico ed evolutivo. Si tratta di patologie complesse che colpiscono la persona nella sua interezza e generano isolamento e sofferenza dolorosa per l’intero nucleo familiare.
A questa sfida, il Centro di Chiaromonte ha risposto con la forza dei dati e dell’eccellenza clinica. Dal 2006 a oggi sono stati effettuati 985 ricoveri riabilitativi psico-nutrizionali in regime residenziale (con percorsi complessi della durata media di 5 mesi dedicati a una fascia d’età tra i 12 e i 55 anni), oltre a 1.600 pazienti ambulatoriali presi in carico per DCA e 4.700 persone seguite nei percorsi per l’obesità. Cifre che testimoniano una fortissima mobilità attiva con pazienti in arrivo da Calabria, Campania, Puglia e dalle isole. Un ruolo di avanguardia scientifica consolidato negli anni dalle collaborazioni con il Ministero della Salute, l’Istituto Superiore di Sanità e dall’adesione costante a campagne nazionali come la Giornata del Fiocchetto Lilla e l’Obesity Day.
La giornata celebrativa è stata arricchita dalla funzione liturgica officiata da don Enzo Appella e dalla toccante performance “Come Rondini”, curata direttamente dalle ospiti della struttura. “Un momento emozionante che ci ricorda come la cura medica non possa mai prescindere dall’ascolto, dalla dignità e dalla cura dell’anima”, ha sottolineato Latronico.  “La storia di Chiaromonte dimostra che la qualità della sanità non dipende dalla centralità geografica, ma dalle competenze, dall’organizzazione e dall’umanità degli operatori. La Regione Basilicata – ha concluso l’assessore – continuerà a sostenere e potenziare le proprie strutture di eccellenza nelle aree interne. Il mio grazie va alla responsabile del Centro, Rosa Trabace, al Dg dell’ASP, Giuseppe De Filippis, e a tutta l’équipe multidisciplinare per la speranza che donano ogni giorno. Buon anniversario al Centro Gioia e buon cammino ai ragazzi che qui stanno costruendo la propria rinascita”.

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