Aree Programma, Lacorazza: serve cooperazione istituzionale

“L’approdo della riforma della governance regionale rappresenta una importante sfida, non ancora conclusa. Pesa l’incertezza della definitiva approvazione della carta delle Autonomie, dell’attuazione della Legge sul Federalismo fiscale e dei tagli pesanti per gli enti locali. Il punto di equilibrio tra regione, province e comuni deve essere ancora raggiunto, ma il percorso è avviato. Penso che in questo contesto di riforme dovremmo rivedere la legge 23/99 sull’urbanistica. Il tema della pianificazione e del governo del territorio sono la faccia della stessa medaglia, ovvero la governance che si vuole riformare”.
Lo ha dichiarato il presidente della Provincia di Potenza Piero Lacorazza, in occasione dell’incontro sulle Aree programma promosso dall’Ufficio Autonomie locali e decentramento amministrativo del Dipartimento Presidenza della Giunta regionale di Basilicata, presso il Centro “Cecilia” di Tito (Pz).
“L’aggregazione del territorio sub regionale in “aree programma” – ha continuato – risponde ad una logica di governance cooperativa, nell’ambito della quale le Province, con la loro funzione di coordinamento e raccordo, possono rappresentare delle leve strategiche per alleggerire il carico e dinamizzare il rapporto con il territorio. In questo quadro il Piano strutturale provinciale, documento di programmazione imprescindibile per le politiche regionali, dovrà perseguire una sintonia ed una sintesi intelligente tra la pianificazione strategica dell’ente e la nuova architettura istituzionale del territorio.
Sintonia e sintesi che possono trovare la loro ottimale dimensione progettuale nella strategia di uno sviluppo urbano diffusivo e nell’idea di città territorio, costruite sulle identità peculiari di ognuna. Una tale scelta implica una funzione di “servizio istituzionale” per la Provincia, che diventa sindacato del territorio, riorganizzando la sua struttura policentrica e costruendo la sua identità di città metropolitana.
Proprio nell’ambito della dimensione territoriale delle aree programma è avvenuta ad esempio la programmazione dei Pois, Piani di offerta integrata di servizi (Pois), un primo importante passo verso l'attuazione della idea delle città-comprensorio.
Nelle stesse aree, è stata inoltre condivisa con il territorio, declinando concretamente il principio della partecipazione e cooperazione, la proposta provinciale di piano di dimensionamento scolastico e l’idea dei Patti formativi locali che, nell’ambito di una riorganizzazione del sistema dell’istruzione e della formazione, punta alla valorizzazione delle identità e delle caratteristiche delle singole aree. Altro esempio importante di cooperazione istituzionale e di proficuo rapporto con il territorio è la sinergia tra Regione, Provincia, comunità montane e comuni per la riorganizzazione del sistema delle manutenzioni idraulico-forestali, resasi necessaria per fronteggiare i drastici tagli ai trasferimenti statali”.
“Sul percorso tracciato dalle esperienze già avviate, occorre proseguire. In tale ottica – ha concluso -le aree programma diventano dunque lo strumento da cui partire per tradurre in concreto il concetto di sussidiarietà verticale e garantire accessibilità ai servizi, raccordo tra gli stessi, adeguatezza delle risposte ai bisogni e coerenza degli interventi rispetto alle risorse disponibili e alle vocazioni dei territori”. (r.s.)

BAS 05

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