“A Tito, piccolo centro in provincia di Potenza, analisi effettuate dall’Agenzia regionale per l’ambiente confermano la presenza di idrocarburi nell’acqua che sgorga dal rubinetto delle abitazioni”. E’ il commento di Maurizio Bolognetti, della Direzione Nazionale Radicali Italiani.
“La presenza di idrocarburi nell’acqua che arriva sulle tavole dei Titesi è un fatto di una gravità inaudita; di più, un crimine, un attentato alla salute. Oggi, ora, subito, – aggiunge Bolognetti – Acquedotto lucano dovrebbe spiegarci perché le analisi, che pure dovrebbe effettuare sulla qualità delle acque, non hanno rilevato la presenza di un pericoloso contaminate.
Soprattutto ci chiediamo da quanto tempo alcuni, e si spera non tutti, cittadini di Tito bevono acqua agli idrocarburi e cucinano e si lavano con la stessa acqua.
A Tito, gioverà ricordarlo, sono tutt’ora in vigore due ordinanze di divieto di utilizzo dell’acqua dei pozzi.
Credo sia giunto il momento di procedere – sottolinea l’esponente radicale – ad una integrale bonifica del Sin di Tito Scalo e, laddove questo non fosse possibile, ad interventi di messa in sicurezza. Ma soprattutto è giunto il momento di far luce fino in fondo sui veleni industriali e politici della Lucania fenix, sui conflitti di interesse, le indagini sepolte e quelle mai fatte.
Sulla vicenda del Sin di Tito c’è materiale a sufficienza per spingere la Procura della Repubblica di Potenza ad aprire un’inchiesta avente come ipotesi di reato il disastro ambientale.
Nel contempo mi chiedo quale sia stato il destino dei due esposti che proprio sulla vicenda Tito depositai in Procura nel 2009”.
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