L’Aglianico del Vulture fa il pieno di consensi e riconoscimenti ad Asti, capitale del Monferrato e del vino, in occasione della quarantaduesima edizione del Salone nazionale di vini selezionati “Douja d'Or”, tra le più prestigiose rassegne enologiche italiane.
Nel triangolo Rionero-Venosa-Maschito si concentrano i riconoscimenti di quest’anno: Cantine del Notaio di Rionero in Vulture si segnala per essere stata premiata per tre etichette bio: Il Sigillo 2009, La Firma 2010 e Il Repertorio 2011; la stessa casa, ma con la declinazione “International wine trading”, ha poi messo a segno un altro riconoscimento con il Macarì 2012. Tre premi per la casa Armando Martino, sempre di Rionero in Vulture, con il Pretoriano 2007, l’Oraziano 2008 e l’Oraziano 2009.
Casa Maschito porta a casa il Premio per il Portale Adduca 2011, mentre si segnalano come new entry tra i premiati lucani I talenti (azienda agricola dei Padri Trinitari di Venosa) con il Meracius 2011, e Ofanto – Tenuta i gelsi, di Rionero in Vulture, con L’Emozione 2009.
“Le Langhe, in Piemonte, hanno conquistato di recente il riconoscimento di luoghi di eccellenza dell’eredità culturale dell’Unesco proprio per il loro paesaggio, e ciò spiega quanto il vino rappresenti oggi un aspetto fondante della cultura di un territorio – sottolinea il presidente della Camera di Commercio di Potenza, Pasquale Lamorte –. I riconoscimenti che l’Aglianico del Vulture sta continuando a raccogliere in Italia e nel mondo possono rappresentare una grande vetrina sia per quei produttori che continuano a investire in qualità, sia per un intero territorio che anche attraverso la sua produzione enologica di eccellenza sta iniziando ad attirare attenzioni e flussi turistici di una certa consistenza“.