Un traguardo storico che accende i riflettori sul patrimonio della Basilicata. Oggi il comune di Rivello ha ricevuto ufficialmente la bandiera de “I Borghi più belli d’Italia”. Alla cerimonia, svoltasi nella cornice della Sala Ultima Cena del Convento di Sant’Antonio, ha preso parte l’assessore regionale alla Salute e al Pnrr, Cosimo Latronico, che, portando i saluti del Presidente Vito Bardi, ha voluto sottolineare il valore profondo di questo riconoscimento, ben oltre l’aspetto puramente estetico.
“La consegna di questa bandiera – ha detto Latronico – è prima di tutto la certificazione del valore di una comunità che ha saputo custodire la propria anima, la propria storia e le proprie radici. Quando parliamo di borghi, in Basilicata, non parliamo del passato. Parliamo del nostro presente ma soprattutto del nostro futuro”.
L’esponente del governo regionale ha spostato l’accento sul tema cruciale dello sviluppo del territorio, evidenziando come la valorizzazione dei piccoli centri sia l’unico vero antidoto alla marginalizzazione delle comunità lucane.
“Guardo a questa bella giornata attraverso una lente ben precisa: quella della coesione sociale”, ha spiegato Latronico. “Troppo spesso, quando si parla di sviluppo, si tende a guardare esclusivamente ai grandi agglomerati urbani o industriali. Ma la vera spina dorsale della Basilicata, il luogo in cui si misura la tenuta democratica e sociale della nostra regione, sono le nostre aree interne. Qui emerge in maniera davvero originale la capacità delle nostre comunità di non lasciare indietro nessuno, di preservare quel mutuo soccorso che è la vera ricchezza dei nostri borghi. Abitare le aree interne non deve essere un atto di eroismo, ma una scelta pienamente sostenibile”.
Una sfida che, secondo l’assessore, richiede il dispiegamento immediato e strategico delle risorse straordinarie a disposizione della Regione, a partire dai fondi europei gestiti attraverso il Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza.
“Siamo consapevoli delle sfide complesse che queste realtà affrontano quotidianamente. Lo spopolamento non si combatte con la rassegnazione, ma con una visione politica lungimirante e coraggiosa. Come Assessore con delega al PNRR, considero la rigenerazione dei borghi una priorità assoluta dell’azione di governo regionale. Le risorse europee e nazionali che stiamo mettendo in campo non devono servire solo a restaurare beni materiali, ma a rigenerare e dare impulso alla vita sociale ed economica: creare opportunità per i giovani, sostenere le imprese locali e fare in modo che scegliere di abitare o di ritornare in questi luoghi sia una possibilità concreta”.
Al centro dell’intervento di Latronico non poteva mancare la sanità, intesa come diritto fondamentale da garantire in modo uniforme su tutto il territorio regionale, azzerando le distanze tra la periferia e i grandi centri.
“A tal riguardo si inserisce il prioritario tema della salute. Parlare di sanità oggi significa abbandonare la vecchia concezione che la medicina si eserciti solo negli ospedali. La nostra sfida è la sanità di prossimità, quanto più vicina al domicilio dei cittadini. Stiamo lavorando senza sosta per portare le cure a casa delle persone, abbattendo le distanze geografiche attraverso il potenziamento della medicina del territorio, l’assistenza domiciliare e le nuove tecnologie della telemedicina”.
La difesa del presidio sociosanitario nei piccoli comuni diventa così, nell’analisi dell’assessore, un vero e proprio mandato etico per l’istituzione regionale.
“Presidiare la salute nelle aree interne significa difendere il diritto alla vita e alla dignità delle nostre comunità e su questo tema non si indietreggia. Garantire che un anziano o un bambino di Rivello abbiano lo stesso livello di sicurezza sociosanitaria, la stessa tempestività di screening e la stessa continuità assistenziale di chi vive in un grande centro è un dovere morale prima ancora che politico”.
Latronico ha richiamato le radici storiche di Rivello, indicando il comune come un esempio virtuoso di integrazione e un modello per le sfide della modernità.
“La storia ci insegna che Rivello non è nuova alle grandi sfide di sintesi e di civiltà. Questo borgo, che in passato ha saputo unire l’anima greca e quella bizantina, può essere un laboratorio di modernità. La vera sfida politica che abbiamo davanti, e che come governo regionale stiamo affrontando con determinazione, è dimostrare che si può e si deve abitare il futuro partendo da qui: dai nostri piccoli borghi, dai nostri prodotti a km zero, dalle nostre tradizioni, dall’umanità e dalla prossimità. Un modello di sviluppo sostenibile, a misura d’uomo, dove la periferia geografica diventa centralità esistenziale”.