Costruire una rete assistenziale tra Ospedali, servizi distrettuali come Case della Salute e Poliambulatori e Medici di famiglia, con il coinvolgimento delle Associazioni presenti nella comunità locale: è la proposta di Cia-Agricoltori e Anp (Associazione nazionale pensionati) per superare le gravi carenze di assistenza socio-sanitaria nelle aree rurali e in particolare tra gli agricoltori più anziani e le loro famiglie.
Nelle campagne -evidenzia l’Anp-Cia Basilicata- si vivono le situazioni più difficili: se in Italia quasi un pensionato su due vive con meno di 1.000 euro al mese, nelle aree rurali la media percepita si abbassa notevolmente, ed è proprio qui che si registra la massima concentrazione di pensioni minime, inferiori alla soglia di 500 euro mensili. Nelle zone di campagna i “morsi” della crisi sono amplificati e si inaspriscono i toni del disagio sociale, soprattutto per gli ultrasessantacinquenni, che pagano la nota carenza di servizi socio-assistenziali. Serve uno scatto in avanti nella qualità della relazione tra cittadini-utenti, operatori e servizi sanitari. Di fronte ai tagli di strutture e prestazioni, bisogna tornare a investire sulla sanità e sulla protezione sociale dell’anziano. Con servizi che devono rimanere pubblici, moderni e inclusivi, anche a livello territoriale. Questo l’appello di Anp-Cia, contenuto in un articolato documento di proposte realizzato dall’Associazione pensionati.
In un quadro demografico in cui la domanda di cure mediche e di assistenza appaiono destinate a una crescita costante -si è detto durante i lavori- il progressivo definanziamento del Servizio Sanitario Nazionale negli anni 2015-2018 sta generando preoccupazioni diffuse. Un taglio che ha già avuto ricadute dirette e negative sull’offerta garantita agli anziani, partendo proprio dalle aree interne, e ha portato a un aumento della spesa medica privata del 10%.
Ad oggi circa sette milioni di italiani si indebitano per pagare cure e servizi sanitari. Più in generale -ricorda l’Anp- quasi il 55% della popolazione pensa che i cittadini non abbiano più a disposizione le stesse opportunità di cura e la sanità viene ormai percepita come da migliorare in termini di efficienza e di equità.
"Non si può rischiare che il rapporto tra spesa sanitaria e Pil scenda sotto quota 6,5%, soglia limite indicata dall’Oms sotto cui non è più possibile garantire un’assistenza di qualità e neppure l’accesso alle cure -afferma il presidente nazionale Anp, Alessandro Del Carlo-. È necessaria una politica di riorganizzazione strategica sulla sanità e risorse dedicate alla tutela della qualità della vita, cominciando proprio dalla terza età che rappresenta oggi un pilastro per la tenuta socio-economica del Paese. Nelle zone rurali, dove c’è una doppia difficoltà che coinvolge non solo i servizi ma anche le infrastrutture -ha aggiunto Del Carlo- bisogna
"Serve ridare alle aree interne la dignità che meritano – sottolinea il presidente nazionale Cia, Dino Scanavino- non solo dal punto di vista dei servizi socio-sanitari, ma anche a livello di opportunità, di accesso alle nuove tecnologie, di mobilità. Sono zone fondamentali per il governo idrogeologico del territorio e ci vivono 10 milioni di italiani, meritano di diventare una risorsa con un progetto-Paese che coinvolga le istituzioni a tutti i livelli".
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