Consorzio Vulture Alto Bradano, nota dei sindacati

Le segreterie sindacali aziendali del Consorzio di Bonifica Vulture Alto Bradano – Flai-Cgil, Fai-Cisl e Filbi-Uil – comunicano "a nome dei dipendenti che oltre a dover tristemente verificare e sopportare sulle loro spalle il chiaro fallimento dell’Ente dove prestano quotidianamente la propria attività lavorativa devono anche sopportare gli attacchi mediatici che in questi giorni proliferano sui mezzi di comunicazione.
Veniamo quotidianamente umiliati – riportano in una nota –  leggendo di stipendi troppo alti, leggendo dichiarazioni di esponenti politici che lamentano mancanza di professionalità atte a portare avanti importanti progetti e, che, in definitiva sarebbero queste motivazioni per le quali si è arrivati al punto in cui siamo.
Appare opportuno e doveroso rappresentare alla pubblica opinione che i dipendenti del Consorzio non percepiscono gli stipendi. Tutto questo sta offendendo la dignità di uomini, prima ancora che quella di dipendenti consortili. Riguardo agli importi degli stipendi ritenuti “alti” rappresentiamo che il rapporto di
lavoro dei dipendenti dei Consorzi di Bonifica è disciplinato dal Contratto Collettivo Nazionale di Lavoro, stipulato e sottoscritto fra l’Organizzazione datoriale Snebi e le rappresentanze sindacali dei lavoratori e, gli stipendi che percepiamo sono quelli previsti nel richiamato contratto del quale è possibile prendere visione semplicemente collegandosi sul sito internet dello Snebi.
Riguardo alla professionalità – aggiungono i sindacati – è forse il caso di informare la pubblica opinione che nonostante le note difficoltà finanziarie del Consorzio, i dipendenti non hanno mai fatto mancare il servizio agli utenti, in moltissimi casi mettendo a disposizione mezzi privati e anticipando risorse finanziarie proprie. La realtà è diversa da quella che si vuol rappresentare. I dipendenti unitamente ai prestatori d’opera e/o fornitori di beni e servizi sono i soggetti che pagano il prezzo più salato di questa situazione.
Sopra a tutto questo si accumula una totale assenza da parte della politica regionale, incapace di andare oltre la periodica enunciazione di impegni, sempre smentiti dai fatti.
In concreto: una legge di riordino più volte rimaneggiata che in diversi anni non è mai riuscita ad andare oltre le commissioni consiliari a causa, non solo delle divisioni e in alcuni casi contrapposizioni esistenti nei partiti politici, ma anche per la poca chiarezza espressa dalle rappresentanze degli agricoltori; una legge regionale esistente mai applicata; una legge statale sulle bonifiche sempre disattesa; la capotica ostinazione
a privare i Consorzi di direttori generali capaci e dotati dei poteri che la legge gli riconosce.
E’ mancato il coraggio di decidere.La politica ha il dovere di scegliere e decidere. Può cominciare a farlo riprendendo in tempi rapidi la discussione sul Disegno di legge e sulle Proposte di legge esistenti.
Unitamente a questo, bisogna immediatamente trovare le risorse per pagare le spettanze ai lavoratori oltre che a quei fornitori i cui servizi sono necessari a far andare avanti le attività".

bas 02

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