Di Stefano (Anbi – Cia) su dissesto suolo

“Il nuovo piano del Governo contro il dissesto del suolo per essere efficace va affiancato dal riconoscimento del ruolo di agricoltori-manutentori del territorio e quindi non solo della propria azienda”. E’ quanto sostiene Donato Di Stefano, vice presidente nazionale dell’ Associazione Nazionale Bonifiche Impianti Irrigui e direttore Cia Basilicata che è intervenuto a Roma ai lavori degli Stati Generali contro il dissesto idrogeologico.
“Dai dati Anbi – ha aggiunto – ogni miliardo di euro investito nella difesa del suolo produce 23mila posti di lavoro. Il piano proposto dall’Anbi già da qualche anno contiene 2.519 interventi per una spesa complessiva di 5 miliardi 723 milioni di euro, di cui in Basilicata 27 interventi per 105 milioni 766 mila euro. L’annuncio del sottosegretario Delrio agli Stati Generali di mettere a disposizione 9 miliardi di euro, in attesa di verificarne la tempistica e i settori di intervento (non tutti agricoli), è un fatto sicuramente positivo, se non vogliamo comunque spendere dieci volte di più nel giro di un triennio solo in termini di danni provocati al territorio e alle attività produttive, per lo più agricole, ed occupazionali. Da nostri dati è stato calcolato che in 40 anni, dal 1950 al 1990, si sono persi 8,5 milioni di ettari di suolo; nei quindici anni successivi, dal 1990 al 2005 sono stati persi ulteriori 3,6 milioni di ettari. Pertanto, le azioni più urgenti da effettuare sono: sistemazioni idrauliche, regimazione di fossi e corsi d’acqua minori; rifacimento e ammodernamento delle reti di bonifica; realizzazione, adeguamento e rifacimento briglie ed altre opere di bonifica; realizzazione nuovi impianti idrovori; consolidamenti arginali, stabilizzazioni degli alvei e delle sponde. Nell’accordo programma tra ministero all’Ambiente e Regioni sono previsti Programmi di ambito Integrato con la mappatura dei bacini idrografici che specie nel Materano dove scorrono cinque corsi d’acqua rappresentano un rischio sempre vivo. Il programma di pulizia e sistemazione idraulico-forestale dei bacini fluviali è pertanto una necessità se non vogliamo assistere supinamente al ripetersi delle alluvioni”.
Per Di Stefano altre priorità indicate da tempo dalla Cia sono: l’attivazione dei “contratti di fiume e di foce”; l’impiego immediato di una quota del fondo dell’Accordo di programma ministero-Ambiente-Regione Basilicata per interventi nei “punti più critici” per prevenire ulteriori fenomeni metereologici eccezionali della stagione invernale.
“Si percorra dunque la via della pulizia e dello scavo dei grandi e piccoli canali sui quali – conclude Di Stefano – non si fa più manutenzione da 30/50 anni. Devono essere puliti gli alvei e dove necessario le sponde dagli alberi e dalla vegetazione che crea ostruzione e pericolo in caso di piena. Occorre porre immediato riparo e lavorare in tempi veloci -conclude Di Stefano- per costruire un sistema ambientale realmente sostenibile, valorizzando il ruolo primario dell’agricoltura quale volàno di riequilibrio territoriale, per una oculata valorizzazione del paesaggio agrario anche ai fini del turismo rurale”.

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