“Abbiamo bisogno di una Fondazione che contribuisca ad accrescere il senso della cultura dell’imprenditoria, valutare le capacità economiche, assecondare la vocazione di un’area che è inserita a pieno titolo in un Parco nazionale di grande pregio”
“Il Programma di finanziamenti del Cipe (fondi Fas-Piano per il Sud) delle scorse settimane ha consentito di sbloccare due antiche questioni (il completamento del sesto lotto della Tito-Brienza e la costruzione del tronco mancante della Saurina) contenute nel protocollo di intesa Regione-Governo del 1998 sul petrolio e da troppo tempo ‘incagliate’. Resta, invece, ancora da precisare ruolo e compiti della Fondazione Mattei che al di là dell’apertura di una sezione decentrata a Viggiano, secondo quanto previsto nel protocollo del 1998, non ha assolto alle funzioni previste all’articolo 5 del documento di intesa, vale a dire l’istituzione di una scuola d’eccellenza nel campo dell’economia, dell’ambiente, dell’energia e delle nuove tecnologie”. E’ quanto sostiene il consigliere regionale di Idv, Antonio Autilio, sottolineando che “la Feem è ancora rinchiusa in un freezer in attesa di essere scongelata”.
“Per dare seguito all’iniziativa del mio collega di partito e capogruppo alla Provincia, Vittorio Prinzi, il quale, prendendo spunto dalla ricerca della Fondazione Mattei sul cineturismo ha sollecitato la direzione ad indicare il programma di attività, con la ripresa politico-istituzionale – aggiunge Autilio – chiederò al presidente De Filippo di promuovere, di intesa con l’assessore alla Formazione-Lavoro, Rosa Mastrosimone, un confronto su questo tema. Ci sono aspetti specifici del Memorandum di Intesa che, oltre alla realizzazione di un Centro Studi Europeo sull’Energia e la Sicurezza Energetica e la creazione di una Scuola Superiore di Formazione sull’Energia per la formazione di quadri e di tecnici giuridico-amministrativi, economico-finanziari ed industriali nell’ambito delle installazioni e delle realizzazioni di impianti di energia, chiamano in causa direttamente la Feem. Dal 9 settembre prossimo a Viggiano entrerà in attività l’Assoil School voluta da Assomineraria (Confindustria) per rispondere ai fabbisogni locali, nazionali e internazionali di manodopera specializzata da parte di imprese e società petrolifere. E’ evidente che la struttura di formazione risponderà in primo luogo alle esigenze formative delle società associate ad Assomineraria e, comunque, avrà compiti limitati”.
“Pertanto la Feem, anche in previsione della costituzione delle altre due strutture previste dal Memnorandum d’Intesa – dice Autilio – può e deve fare di più dalla semplice organizzazione di convegni e premi per ragazzi oppure dalla realizzazione di studi e ricerche, tra l’altro con risultati discutibili, come nel caso della Film Commission in Basilicata. E’ da tempo – aggiunge – che ho sollecitato un raccordo con l’Università degli Studi della Basilicata e i Centri di ricerca perché il Distretto Energetico a cui puntiamo non può prescindere dallo sviluppo di tecnologie innovative e basso impatto ambientale per l’estrazione e lo sfruttamento del petrolio, tema che è sempre di grande attualità per le ripercussioni sulla popolazione e il territorio. Ma non ci si deve fermare al petrolio. Tutta la partita delle energie rinnovabili deve trovare un punto di raccordo con le attività di ricerca per gli idrocarburi e per questo abbiamo indicato nella cooperazione scientifica tra Feem ed Enea, che ha una sede importante e scarsamente utilizzata a Rotondella, soprattutto per le ‘rinnovabili’, una possibilità concreta di affermare una presenza della Fondazione meno formale di quella di tutti questi anni. E’ anche questa un’opportunità importante, da non sciupare, anche per i nostri giovani laureati che sono costretti a frequentare master e scuole di alta specializzazione fuori regione e per dare pratica attuazione al Patto di Sistema firmato con Confindustria e Cgil, Cisl, Uil”.
“Abbiamo bisogno infine – conclude Autilio – di una Fondazione che contribuisca ad accrescere il senso della cultura dell’imprenditoria, valutare le capacità economiche, assecondare la vocazione di un’area che è inserita a pieno titolo in un Parco nazionale di grande pregio. Ciò porterebbe benefici assoluti per il territorio ma anche per le Compagnie, che sarebbero compartecipi di uno sviluppo sostenibile e durevole e non viste come “portatrici di degrado”.