Intesa Comune Mt e Tribunale su pena alternativa

“Con questa convenzione il Comune di Matera fa un altro passo in avanti nel percorso di solidarietà sociale per trasformare la spesso inutile pena carceraria per i reati lievi in lavoro di pubblica utilità”. Lo ha detto il sindaco di Matera, Salvatore Adduce, nel corso della conferenza stampa organizzata per illustrare i contenuti dell’intesa sottoscritta dal Tribunale di Matera e dal Comune.
L’intesa consente all’ente locale di destinare cinque condannati alla pena del lavoro di pubblica utilità. In particolare, le attività riguarderanno, in via prioritaria, la sicurezza ed educazione stradale per quanto attiene ai condannati per violazione delle norme del codice della strada.
L’orario di lavoro sarà dal lunedì al sabato, dalle ore 8 alle ore 14, per un numero totale di 6 giorni alla settimana. L’attività non sarà retribuita.
“Da quando mi sono insediato a Matera – ha detto il presidente del Tribunale, Giuseppe Attimonelli Petraglione – ho trovato una straordinaria collaborazione istituzionale a partire dal Comune di Matera. Si tratta di una collaborazione utile e per certi versi indispensabile anche in considerazione delle sempre più ridotte risorse economiche in dotazione al Tribunale. L’unica strada per risolvere i problemi resta, quindi, la collaborazione istituzionale. Con questa convenzione, la prima con un ente locale, trasformiamo una pena spesso inutile e dannosa in un lavoro utile per l’intera comunità così che tutti possano trarne un reciproco vantaggio”. Alla conferenza stampa ha partecipato, fra gli altri, l’assessore alle Politiche sociali, Antonio Giordano.
“Il valore di questa intesa – ha detto Giordano – sta anche negli aspetti sociali in quanto con la pena alternativa si offre un’opportunità in più al condannato in termini di relazioni e di reinserimento nella comunità”.
“Di fronte alla drammatica situazione delle nostre carceri e di fronte all’assenza di qualsiasi intervento concreto da parte del Governo – ha concluso Adduce – occorre iniziare a modificare da subito quelle leggi che hanno contribuito in questi anni all’aumento del numero di detenuti. Questa iniziativa si muove in questa direzione assicurando al condannato una possibilità di reinserimento sociale e alla comunità di trarre un po’ di beneficio da questo lavoro”.
L’intesa, siglata il 6 ottobre scorso, ha una durata di 4 anni.
(s.p.)

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