Latronico: donazione, un atto d’amore

C’è un momento, nel confine sottile tra il dolore e la speranza, in cui una scelta può cambiare il destino di chi resta. A Policoro, durante la tavola rotonda su “Etica del dono e libertà di scelta”, l’assessore regionale alla Salute, Cosimo Latronico, ha parlato dritto al cuore della platea, spogliando la burocrazia sanitaria per vestire i panni dell’umanità.
“Donare un organo non è un freddo adempimento, né un dovere imposto dall’alto – ha esordito Latronico – è, al contrario, la massima espressione di una libertà consapevole. È quel ponte invisibile, ma solidissimo, che permette alla vita di ricominciare proprio dove sembrava essersi fermata”.
Il ragionamento dell’assessore si è snodato lungo il crinale dell’etica: il dono, per essere autentico, deve essere nudo da condizionamenti. Solo la libertà garantisce la dignità, sia di chi offre che di chi riceve. “È la trasformazione del dolore più atroce, quello della perdita, in un’opportunità di rinascita – ha sottolineato Latronico -. È il modo più nobile per gridare che la vita ha un valore immenso, anche nel momento estremo del commiato”. Ma la sensibilità da sola non basta se non è sorretta dal rigore scientifico. Latronico ha lanciato un monito chiaro contro la disinformazione che spesso aleggia attorno ai trapianti: in un ambito così delicato, non c’è spazio per i venditori di paure o per i falsi miti. L’informazione deve restare nelle mani della rete sanitaria, dei medici, dei professionisti e delle associazioni accreditate. Solo la verità scientifica può dissipare i dubbi e costruire quella fiducia necessaria a dire “sì” alla vita.
Dalle parole ai fatti, l’assessore ha tracciato anche la rotta amministrativa: la Regione Basilicata è impegnata in una profonda riorganizzazione della rete trapiantologica in stretta sinergia con il Centro Nazionale Trapianti. L’obiettivo è potenziare il coordinamento e rendere i percorsi più fluidi, affinché la generosità dei lucani non trovi ostacoli burocratici.
“Informarsi e manifestare in vita la propria volontà – ha concluso Latronico – non è solo un atto di civiltà, è un testamento d’amore. È l’unico modo che abbiamo per trasformare la parola “fine” in un meraviglioso “continua””.

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