Legge elettorale, M5s: partita all’interno di maggioranza

Per i consiglieri regionali Perrino e Leggieri “il risultato finale sembra essere una sintesi del braccio di ferro tra Lacorazza e le altre anime del Pd rappresentate dal capogruppo Giuzio”

&ldquo;Una maggioranza con le solite stampelle, orfana del presidente Pittella agli arresti domiciliari da pi&ugrave; di un mese, ha proceduto con l&rsquo;approvazione della legge elettorale regionale a pochi mesi dal ritorno al voto. Il risultato finale sembra essere una sintesi del braccio di ferro tra Lacorazza e le altre anime del Pd rappresentate dal capogruppo Giuzio con inevitabili lacerazioni all&rsquo;interno della maggioranza (si veda la malcelata rabbia di Robortella, lo strappo dei socialisti Bochicchio e Pietrantuono nonch&eacute; l&rsquo;assenza di Pace)&rdquo;.&nbsp;<br /><br />E&rsquo;quanto affermano i consiglieri regionali del M5s Gianni Leggieri e Gianni Perrino che aggiungono: &ldquo;Ma che cosa prevede questa nuova legge elettorale? Viene confermata l&rsquo;elezione diretta del presidente della Regione e l&rsquo;ingresso in Consiglio regionale del candidato presidente della coalizione classificatasi al secondo posto. Gli altri 19 seggi verranno attribuiti con criterio proporzionale alle liste delle due circoscrizioni provinciali di Potenza e Matera&rdquo;.&nbsp;<br /><br />&ldquo;Previsto &ndash; continuano – il voto congiunto, cio&egrave; la possibilit&agrave; di votare esclusivamente per un candidato presidente e per una lista ad esso collegata. Viene abolito il listino regionale che con il precedente sistema elettorale accompagnava l&rsquo;elezione del presidente per l&rsquo;attribuzione del premio di maggioranza. Con la nuova legge elettorale i seggi saranno attribuiti solo alle liste provinciali. Il premio di maggioranza sar&agrave; assegnato alla coalizione vincente in base alla percentuale raggiunta: fino al 30 per cento, 10 seggi pi&ugrave; il presidente; dal 30 al 40 per cento 11 seggi pi&ugrave; il presidente; oltre il 40 per cento 12 pi&ugrave; il presidente. In ogni caso per la maggioranza &egrave; previsto un limite massimo di 14 seggi pi&ugrave; il presidente. Vengono inglobate le norme nazionali previste per la parit&agrave; di genere nelle liste e con l&rsquo;introduzione della doppia preferenza. La maggioranza ha lasciato spazio al cosiddetto trenino: la &lsquo;sostituzione temporanea&rsquo; dei consiglieri nominati assessori, per la durata del mandato, con il primo dei non eletti della stessa lista&rdquo;.<br /><br />Il M5s Basilicata &ndash; concludono – ha deciso di abbandonare i lavori nella giornata di venerd&igrave; a seguito delle interminabili ed estenuanti attese e le continue mortificazioni delle prerogative dei consiglieri. Troppo bravi i membri della maggioranza e gli orfani di partito che, con il loro storytelling, si dicono dispiaciuti per la mancata presenza di gran parte delle minoranze. La verit&agrave; &egrave; che, ancora una volta, questa era una partita tutta interna alla maggioranza cos&igrave; come &egrave; accaduto tante volte in questa consiliatura. Si poteva procedere seguendo l&rsquo;iter nelle commissioni, ma a prevalere sono state sempre e comunque le guerre di logoramento all&rsquo;interno del Pd regionale e dei suoi satelliti. Non si cullino sugli allori gli eccitati riformisti di ferragosto: non sar&agrave; una legge elettorale a far dimenticare i disastri inanellati in 5 anni di consiliatura&rdquo;.&nbsp;<br />&nbsp;&nbsp;<br />

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