"Come componente della Commissione agricoltura del Senato mi preme ricordare che, in un momento come questo, in cui il Governo Monti affronta la fase della crescita, investire sulle potenzialità dell'agricoltura e dell'agroalimentare diventa decisivo." Lo dichiara la senatrice Maria Antezza, della Commissione agricoltura del Senato, nel suo intervento in Aula sulle liberalizzazioni.
"All'instabilità precedente – tre Ministri in pochi anni -, scontata dagli agricoltori sul mercato nazionale ed europeo, si somma la preoccupazione per l'imposta municipale unica (IMU), che tocca i fabbricati rurali e i terreni agricoli, per la quale il Gruppo del PD in Commissione agricoltura chiede con forza al Governo una modifica del sistema di tassazione, per dare all'imposta i contorni dell'equità". "E' necessario uscire dall'immobilismo, affrontate con decisione e coraggio alcune questioni fondamentali, come quella giovanile, per non vanificare qualsiasi intervento, anche strutturale, per il rilancio della crescita". E aggiunge Antezza: "Non sono più prorogabili scelte strategiche nazionali volte alla rivitalizzazione dell'attività agricola, anche e soprattutto attraverso l'insediamento di nuove generazioni di imprenditori agricoli e la loro permanenza nel settore, assegnando allo spirito imprenditoriale giovanile una funzione centrale per lo sviluppo del settore e per i suoi nuovi obiettivi". "In questo contesto – spiega la parlamentare – si inserisce l'emendamento all'articolo 66 del decreto-legge in materia di liberalizzazioni, accolto dal Governo in Commissione, che focalizza il proprio contenuto su un aspetto specifico, quale l'accesso al bene terra da parte dei giovani in agricoltura. Per l'avvio di una nuova impresa, l'acquisto della terra rappresenta l'ostacolo principale. L'aver inserito l'affitto come opzione per l'accesso alle terre del demanio e degli enti pubblici nazionali, come proposto nell'emendamento firmato dalla senatrice Bertuzzi, dal senatore Scarpa Bonazza Buora e da noi senatori del PD della Commissione agricoltura, significa, nella forma e nella sostanza, aver trasformato realmente la dismissione dei terreni in una misura a favore dei giovani che vogliono intraprendere in agricoltura". "Si sancisce – spiega Antezza – così il principio per cui ciò che è ancora terra pubblica resterà a destinazione agricola, da assegnare ad imprenditori che hanno meno di 40 anni, nella trasparenza dell'accesso attraverso asta pubblica, evitando così i pericoli contenuti nell'ultima legge di stabilità – che il PD aveva denunciato – di svendere il patrimonio agricolo fondiario a soggetti che hanno interessi diversi da coloro che vogliono fare impresa". "Il risultato è importante, ma non esaustivo. È necessario far emergere quali sono le terre disponibili, dove sono collocate, quale sia il loro attuale utilizzo, mettere a sistema modalità e procedure snelle ed efficaci per l'assegnazione, affiancare strumenti che accompagnino i giovani nell'accesso al credito, nella valutazione del piano colturale e della sua sostenibilità economica". Antezza sottolinea che "il passo successivo è l'istituzione dell'Agenzia delle terre pubbliche, come esiste in altri Paesi della Comunità europea, per la quale, nella Commissione agricoltura del Senato, si è già in fase di discussione di un disegno di legge, insieme ad altri provvedimenti contenenti misure a favore dell'imprenditoria giovanile"
Antezza si è poi rivolta al Governo in merito alla questione del maltempo, raccogliendo le richieste e le istanze pervenute dalle associazioni di categoria dei sindaci della Conferenza Stato-Regioni dei territori. "Le intense nevicate delle scorse settimane – ha detto – hanno prodotto disagi e rilevanti pregiudizi alle attività produttive, in particolare all'agricoltura ed alla zootecnia, che si sono aggiunti ai gravi danni che numerose imprese hanno già subito con gli eventi alluvionali del 2011, che si sono verificati tra l'altro, in vigenza di una norma iniqua, meglio conosciuta come tassa delle disgrazie, prevista nella legge n. 10 del 2011, dichiarata dalla Consulta incostituzionale, ristabilendo così il principio costituzionale della solidarietà e della coesione nazionale.
Per queste ragioni, chiediamo al Governo, in attesa di dichiarare lo stato di calamità per le Regioni che sono state colpite dagli eventi nevosi e di stanziare adeguate risorse per il ristoro dei danni alle nostre aziende agricole, zootecniche e turistiche, di emanare in tempi brevi un decreto o una ordinanza per la sospensione dei termini dei versamenti fiscali, degli oneri contributivi e previdenziali, dei premi obbligatori contro gli infortuni e le malattie, nonché degli oneri di bonifica e dei mutui verso gli istituti di credito". "Credo – ha concluso Antezza – che sia questo un atto doveroso verso le imprese agricole e zootecniche, verso le imprese in generale, verso i cittadini, ed anche per la situazione che la nostra agricoltura sta vivendo".
BAS 05