Luciano Petrullo, (Fratelli d’Italia) su Città di Potenza

"I problemi della città di Potenza potrebbero essere definiti strutturali. Manca un filo conduttore fra rioni, contrade, centro storico, zona universitaria e ospedaliera, cimitero, zona commerciale, industriale, parchi e campagne".
Lo scrive in una nota Luciano Petrullo (Fratelli d'Italia e aggiunge:
"In genere l’occhio si fissa sulle evidenze, come le rampe sempre ferme delle scale mobili, che comunque costituiscono un autentico mistero irrisolvibile, o gli edifici abbandonati in pieno centro storico e non solo, ma non arrivano a concentrarsi sulla mancanza di unità delle tante componenti del capoluogo.
La mancanza di un disegno unitario che contempli lo sviluppo urbanistico e la sua armonizzazione, le questioni sociali irrisolte, la sicurezza, la proposta formativa e i centri essenziali, quali ospedale e simili, l’impiantistica sportiva, tutti quali ingranaggi al servizio di una città accogliente, rende l’attualità desolante e il futuro incerto.
Occorre guardare alla città come centro di interessi comune e luogo vivibile in termini di alta qualità della vita.
I problemi sono mille e tutti dipendenti dalla mancanza di una visione di città.
Le opere immaginate, progettate ed eseguite senza un collegamento stretto e una finalità comune, sono soldi gettati dalla finestra oltre a continuare a essere l’icona dell’inefficienza, visti i tempi di realizzazione.
Potenza va riprogettata, facendone il centro della burocrazia lucana, stante il ruolo di capoluogo, con una proposta formativa di eccellenza, sviluppando l’Università con altre facoltà interconnesse tematicamente con i problemi maggiori esistenti, quali salute e ambiente, aumentando qualità e quantità della ricettività studentesca e creando una fitta rete di servizi utili a tale obiettivo.
L’Ospedale va arricchito di cervelli manageriali e medici affrancati dalla politica e capaci di guardare oltre la raccolta del consenso per le prossime elezioni.
Deve essere creato un collegamento, non solo viario e relativo ai trasporti, ma sociale e urbanistico fra periferia e centro, vanno sviluppate forme di urbanizzazione alternativa e assicurata l’applicazione delle leggi in termini di sicurezza.
Ci vogliono teste e progetti, uno sguardo che non si fermi alla punta del naso e, soprattutto, va rotto il filo che lega gli affari alla politica, le carriere al consenso, in una parola, la nuova forma di feudalesimo cui siamo stati costretti.
La deprimente considerazione che il futuro di Potenza e della Basilicata passi dalle mani di una sola famiglia, quella del Governatore, che la politica debba aspettare le scelte di quella sola famiglia, la dice lunga sul medioevo 4.0 che stiamo vivendo.
Potenza e la Basilicata meritano di più. Da sudditi a cittadini il percorso è lungo, ma è stato già intrapreso".

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