Prosegue la rassegna culturale “Radici letterarie”, curata dalle Edizioni Magister con un nuovo appuntamento fissato per venerdì 3 luglio 2026, alle ore 19:00, presso la prestigiosa sede del Circolo Radici APS, sita in piazza Vittorio Veneto 34 a Matera. L’obiettivo dell’iniziativa è continuare a condividere con l’intera cittadinanza materana, con i devoti e con i visitatori la storia, i simboli e l’identità antropologica della Festa della Bruna, partendo dalle sue più profonde e affascinanti espressioni.
Relatore della serata sarà il dott. Nicola D’Imperio, autore dei testi del volume “Maria de Bruna. Riti, storia e immagini” (Edizioni Magister), preziosa opera impreziosita dallo straordinario reportage fotografico di Cristina Garzone. Se il primo incontro ha svelato i segreti della Visitazione, l’origine del nome “Bruna” e l’analisi delle sacre effigi contenuti nei primi tre capitoli del libro, questa seconda tappa entrerà nel vivo della spettacolarità e del folklore rituale della celebrazione del 2 luglio, approfondendo tre pilastri fondamentali approfonditi in altri tre capitoli cruciali dell’opera, pilastri fondamentali per comprendere l’identità profonda, l’evoluzione dei costumi e il senso di riscatto sociale:
1. La festa del 2 luglio (Origini storiche e devozione popolare): Un focus sull’iter istituzionale della solennità della Visitazione, ufficializzata il 9 novembre 1389 da papa Bonifacio IX (su proposta di papa Urbano VI, già vescovo di Matera). Saranno esaminate le più antiche testimonianze artistiche (l’affresco in Cattedrale e il bassorilievo della Confraternita con i fedeli incappucciati) e l’affascinante evoluzione della festa: dalle sobrie e discrete funzioni esclusivamente religiose del 1571 — documentate dai registri contabili d’archivio (“quinterni”) — fino all’introduzione dei primi fuochi pirotecnici nel 1605, delle tradizionali banderuole dipinte a mano (“pannarelle”) nel 1606, e al definitivo passaggio della gestione a una commissione laica nel 1919.
2. I Cavalieri di Maria SS. della Bruna: Un focus approfondito sarà dedicato allo straordinario reggimento di uomini a cavallo che da secoli affascina i fedeli con i loro costumi “all’eroica”. Saranno illustrati i dettagli degli armamenti — tra cui gli elmi piumati bianchi e rossi, blu o verdi, le corazze a scaglie dorate o argentate, le lance e i maestosi mantelli di raso o velluto ricamati — e verranno chiarite le reali origini storiche di questa scorta d’onore, nata alla fine del Seicento per proteggere il manufatto cartapestaio e slegata dalla leggenda del Conte Tramontano. Verrà inoltre ripercorsa la nascita dell’Associazione dei Cavalieri nel 1982 e l’iconica figura del Generale che tuttora coordina il corteo festivo.
3. Il Carro Trionfale: Simbolo indiscusso di devozione e riscatto sociale, il Carro Trionfale verrà analizzato a partire dalle sue radici mitiche legate al ciclo del grano e dei pastori, fino all’apparizione della Vergine al trainiere presso San Pardo. Saranno svelati i documenti storici del 1690 che attestano la costruzione del primo carro in legno e carta ad opera di Leonardo Traietto e del sacerdote pittore don Leonardo Angelino. Infine, si approfondirà il profondo significato dell’auspicio dialettale «a mogghj a mogghj aquonn cj vàn» (di anno in anno sempre migliore) e la nascita dell’antropologico rito dello “strazzo” o “sfascio” finale in piazza, dove i pezzi del carro distrutti si trasformano in preziose reliquie protettive per le case dei materani.
A presentare e moderare la serata sarà Francesco Giase, socio fondatore del Circolo Radici e fotoeditor del volume. La scelta del moderatore testimonia lo spessore dell’incontro: Giase ha firmato per decenni la regia della storica diretta televisiva per l’emittente TRM, documentando ogni singola fase della festa del 2 luglio e rappresentando una delle memorie storiche visive più importanti e autorevoli della comunità materana.
Il Circolo Radici APS invita tutta la cittadinanza, i cultori di storia locale, i devoti e i visitatori a prendere parte a questo secondo appuntamento per riscoprire lo “scrigno prezioso” di una tradizione millenaria che unisce in modo indissolubile fede, arte e riscatto sociale.
L’ingresso è libero fino a esaurimento dei posti disponibili.