Olivarum, cultura e coltura dell’olio in Basilicata

Tra le varietà autoctone spiccano la Maiatica di Ferrandina, l’Ogliarola del Bradano e quella del Vulture
La produzione di olio in Basilicata ammonta a circa 7mila e 500 tonnellate di olio, pari all’1 per cento del mercato italiano. La superficie coltivata si estende su 30mila ettari con circa 40mila aziende per lo più di piccole dimensioni. Sono 5milioni le piante presenti e circa 150 i frantoi annualmente impegnati nelle campagne di molitura. Il confezionamento in Basilicata raggiunge il 22 per cento della produzione regionale. La restante parte viene venduta sul mercato locale, all’ingrosso e utilizzata per l’auto consumo. La produzione degli oli extravergini di qualità, negli ultimi anni, è aumentata anche grazie ai programmi di miglioramento avviati dalla Regione Basilicata e attualmente gestiti dalle organizzazioni dei produttori olivicoli.
L’olivo in Basilicata, come dimostrano gli scavi archeologici nell’area della Magna Grecia Metapontina, è coltivato sin dall’antichità. Competitivo e all’avanguardia, il comparto olivicolo in Basilicata, nel settore primario, è ampiamente sviluppato.

Areali e cultivar
In Basilicata gli areali più vocati alla produzione di oli sono contraddistinti rispettivamente dalle cultivar Ogliarola del Vulture, maggiormente presente nel comprensorio del Vulture; dalla varietà autoctona Maiatica di Ferrandina, principalmente presente negli agri di Ferrandina, Aliano, S. Mauro Forte e Salandra; e dalla cultivar Ogliarola del Bradano, predominante nei territori di Matera, Bernalda, Grottole, Miglionico, Montalbano Jonico, Montescaglioso, Pomarico, Pisticci e Scanzano Jonico.

La Dop Vulture
La Denominazione di origine protetta – Dop “Vulture”- da quest’anno è una realtà. Nel disciplinare si dichiara che l’olio extravergine d’oliva Dop del Vulture deve essere ricavato dalla frangitura di olive ottenute per il 70% dalla cultivar Ogliarola del Vulture. Possono, inoltre, concorrere all’ottenimento dell’olio altre varietà quali: Coratina, Cima di Melfi, Palmarola, Provenzale, Leccino, Frantoio, Cannellino e Rotondella. Relativamente alla zona di produzione, le olive devono essere prodotte e trasformate nei territori dei comuni di Melfi, Rapolla, Barile, Rionero in Vulture, Atella, Ripacandida, Maschito, Ginestra e Venosa.

Cosa stai cercando?
Tipologia/Dipartimento
Dipartimento
Intervallo date

Aiutaci a migliorare

Esprimi la tua opinione, segnala eventuali problemi o invia i tuoi suggerimenti per migliorare i servizi.
Non inserire dati personali in quanto non potranno essere trattati né presi in considerazione nel rispetto delle norme sulla privacy.


Grazie per la collaborazione

Questionario di gradimento

Compila il questionario di gradimento

Le comunichiamo che le risposte fornite saranno trattate in forma anonima e aggregata, in modo tale che non si possa risalire al compilatore; esse saranno raccolte e gestite esclusivamente dall’Amministrazione per i soli fini di indagine sulla qualità percepita dei servizi erogati.