Padri Trinitari Venosa, omaggio a Manfredi

Un omaggio a Manfredi, nel luogo dove nacque nel XIII secolo e che oggi ospita il Centro di riabilitazione dei Padri Trinitari, a Venosa. Un riconoscimento a una figura storica: un sovrano definito colto e affascinante, reso immortale dai versi del Sommo Poeta. Proprio per questo, una sinergia fra il Comitato del Vulture della Società Dante Alighieri e i Padri Trinitari di Venosa e Bernalda ha dato vita ad un appuntamento per celebrare mito e storia. Stiamo parlando del secondo appuntamento del progetto “Nostro Medioevo Venosino – Una finestra sul sapere”, dedicato questa volta – dopo un evento commemorativo del 940° anniversario della morte di Roberto il Guiscardo – alla figura di Manfredi di Svevia. L’evento si è tenuto nei giorni scorsi nella sala conferenze del Centro dei Padri Trinitari di Venosa, edificio di grande valore storico, anticamente castello, poi dimora di Federico II di Svevia e successivamente Chiesa e Convento di Sant’Agostino. Un luogo, da molti indicato come possibile luogo di nascita di Manfredi (1230-1232).

La nostra struttura – ha rimarcato il direttore dei Centri di riabilitazione di Venosa e Bernalda, Vito Campanale – non è stata scelta a caso, poiché una tradizione consolidata vuole che proprio qui sia nato Manfredi, figlio di Federico II, tra il 1230 e il 1232. Non siamo sicuri che sia vero, ma ci piace pensarlo, anche perché un simbolo di forza, sapere e resilienza come Manfredi, rivive nella sobrietà e nell’impegno di chi si prodiga per supportare persone che hanno bisogno di assistenza, ma soprattutto di affetto ed inclusione”.

Manfredi è stato immortalato da Dante Alighieri nel Purgatorio (Canto III) della Divina Commedia. “Grazie a Dante – ha sottolineato la presidente della Società Dante Alighieri, Carmen Vella – la vicenda di Manfredi diventa un paradigma capace di interrogare tanto l’uomo medievale quanto quello contemporaneo sul senso del potere, della colpa, della giustizia e della salvezza. E la città di Venosa, con la sua storia millenaria custodisce ancora oggi la memoria di questo legame”.

Di rilievo, gli interventi nel corso della serata. Tommaso Serafini, direttore dei Musei e Parchi archeologici di Melfi e Venosa ha sottolineato “il valore di iniziative capaci di coniugare rigore scientifico, valorizzazione del patrimonio e restituzione pubblica della memoria storica, evidenziando il ruolo centrale di Venosa nella comprensione della stagione sveva nel Mezzogiorno”. Il professor Fulvio Delle Donne, ordinario di Letteratura latina medievale all’Università degli Studi di Napoli Federico II, ha delineato invece il profilo di Manfredi come “re sapiente”, figura emblematica “di un Medioevo complesso, segnato dall’intreccio tra potere e sapere e dalle tensioni tra Impero e Papato”. A seguire, l’architetto Martino Bonifacio ha illustrato “i significativi ritrovamenti emersi durante i lavori di restauro e consolidamento dell’edificio”.  Nel corso della serata, il comitato del Vulture della Società Dante Alighieri ha donato una targa commemorativa ai Padri Trinitari.

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