Palazzo San Gervasio, si inaugura il grande presepe

Si inaugurerà domenica 20 dicembre il grande Presepe che animerà la suggestiva piazzetta di Via XXIV Maggio, fino al 6 gennaio 2016. La piazzetta è situata nel cuore del Borgo Antico di Palazzo San Gervasio. Sarà questa la prima edizione di Arte Presepiale del Maestro Giovanni Di Nardo in collaborazione con la Pro-Loco "Manfredi", con il patrocinio dell’APT di Basilicata ed il comune di Palazzo San Gervasio. Il Presepe, realizzato in grandezza naturale, nato da un’idea di Giovanni Di Nardo è stato realizzato, sotto la sua esclusiva direzione artistica. Tuttavia al lavoro hanno partecipato tantissime persone che hanno così contribuito, sia manualmente che con la messa a disposizioni di oggetti antichi, alla concretizzazione di un grande Presepe. Per molti si realizzerà il sogno recondito, di entrare fisicamente nelle più classica delle Natività. Difatti i visitatori avranno la sensazione di essere catapultati nella Betlemme di 2000 anni fa. Vedranno scene di vita vissuta secondo i Vangeli di Matteo e Luca, a Betlemme della Giudea ai tempi della dominazione romana, quando Cesare Augusto ordinò il censimento universale. Si respirerà l’aria che si respirava durante la dominazione del Re Erode. Un modo questo, di vivere l’Avvento che si preannuncia suggestivo ed intenso, messo in scena per la prima volta a Palazzo S.G. e soprattutto visto con gli occhi di un ateo, che tuttavia sta lavorando con tutto l’impegno, utilizzando molto materiale in disuso e ridandogli nuova vita. Il maestro Di Nardo, nato a Palazzo S.G. 53 anni fa, rimasto nel paese natio nonostante il trasferimento nella città di Potenza della sua numerosa ed unita famiglia di origine, inizia da piccolo a realizzare piccole sculture in legno. Le prime opere, lui le realizza in pietra arenaria, tipica del dell’area dell’Alto Bradano, pare che una pietra simile venisse utilizzata nella costruzione delle piramidi in Egitto, meglio conosciuta come pietra serena, molto dura da lavorare. Tuttavia Gianni Di Nardo, sin dall’infanzia intraprende la difficile strada di scalpellino dedicandosi alla realizzazione di opere che ritraggono scene di vita domestica e rupestri ed ispirandosi soprattutto alla natura. Sono oltre un centinaio le opere da lui realizzate, utilizzando soprattutto materiale di riciclo detriti e ciottoli che raccoglie presso i letti dei fiumi. Si è poi distinto nella realizzazione della scenografia della commedia di “Casa 28”, dove lo stesso recita nella compagnia dei “Manfrediani”. Le scenografie dell’artista oltre ad essere realizzate con materiale povero, spesso sono tenute insieme ed issate su di un unico cavo d’acciaio, riuscendo con il resto dei tecnici della compagnia, a creare impeccabili scenografie, con chiari riferimenti storici agli anni 50.  
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