Riconoscimento Unesco a dieta mediteranea

Nicola Manfredelli e Massimo Cocchi, rispettivamente Presidente e Direttore del Centro Ricerche Nutrizione del Mediterraneo, che da anni opera nel campo delle attività indirizzate verso la ricerca, la qualità e la valorizzazione delle risorse produttive e delle tradizioni agroalimentari, manifestano grande soddisfazione per la decisione dell’Unesco, di considerare la Dieta Mediterranea quale patrimonio immateriale dell’umanità.
Si tratta di un successo dell’Italia e, in paricolare, delle regioni meridionali, che vedono riconosciuto a livello mondiale il valore di uno stile di vita basato sulla tradizione alimentare consolidata nelle produzioni agroalimentari tipiche dell’ambiente mediterraneo.
La Basilicata, – fa presente Manfredelli – nei primi anni 2000, è stata la prima Regione italiana ad avviare uno specifico progetto scientifico cofinanziato dal Dipartimento regionale alla Sanità e dal Ministero della Salute, sulle “Strategie nutrizionali di prevenzione e miglioramento della qualità della vita”, curato proprio dal Prof. Massimo Cocchi, che ha messo in evidenza il valore delle produzioni tipiche lucane nel rapporto fra nutrizione e salute, quindi benessere delle persone.
In considerazione dell’importante decisione dell’Unesco, il Centro Ricerche Nutrizione del Mediterraneo sottoporrà al governatore Vito De Filippo, che già da Assessore all’Agricoltura ed alla Sanità aveva riservato particolare attenzione a tale tematica, la proposta progettuale per configurare la Basilicata come “Regione per la tutela e la protezione delle caratteristiche della dieta mediterranea”.
Bas 03

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