Sanità, controlli ok sulle strutture del Pnrr

Importante passo in avanti per il completamento e il potenziamento della sanità territoriale lucana. Tutte le 14 strutture finanziate con i fondi del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR) in provincia di Potenza hanno superato positivamente la visita di verifica dell’esperto indipendente. Un riscontro tecnico che certifica la qualità, la regolarità e l’avanzamento degli interventi strutturali messi in campo per ridefinire la rete di assistenza sul territorio.
Ad annunciarlo è l’assessore regionale alla Salute, Politiche della Persona e PNRR, Cosimo Latronico:
“Questo risultato rappresenta una validazione fondamentale del percorso che abbiamo intrapreso. Aver superato a pieni voti l’esame dell’esperto indipendente su tutti e 14 i presidi PNRR dimostra la serietà, l’efficacia e il rispetto dei tempi con cui la Regione, in sinergia con i soggetti attuatori, sta portando avanti i cantieri della sanità. L’obiettivo è “costruire” una sanità di prossimità moderna, efficiente e connessa, capace di portare le cure vicine ai luoghi in cui i lucani vivono, riducendo le distanze e valorizzando la presa in carico continuativa delle cronicità”.
L’esito positivo della verifica arriva in un momento di forte fermento e interazione diretta con le comunità locali. Proprio in questi giorni, infatti, il Direttore Generale dell’Azienda Sanitaria Locale di Potenza (Asp), Giuseppe De Filippis, è impegnato in un fitto tour istituzionale all’interno dei comuni del distretto sanitario di competenza per confrontarsi sul campo con gli amministratori locali. A margine dei suoi incontri con la rete territoriale il Dg ha ringraziato tutti i soggetti in campo (a partire dalle amministrazioni e dai sindacati) per l’impegno e la collaborazione, sottolineando che “questo riscontro tecnico positivo sulle strutture PNRR dà ancora più forza al lavoro che stiamo facendo sul territorio. In questi giorni sto visitando personalmente i paesi del nostro distretto sanitario per incontrare i sindaci che sono i primi custodi dei bisogni dei cittadini. Il mio obiettivo è verificare sul campo lo stato reale della nostra assistenza, raccogliere suggerimenti preziosi e avviare una vera e propria progettazione condivisa. La nuova architettura della sanità territoriale, che comprende Cot (Centrale Operativa Territoriale), Case e Ospedali di Comunità, non nasce per tagliare o sostituire i presidi storici come le guardie mediche, ma per moltiplicare i servizi e renderli a misura d’uomo, specialmente nelle nostre aree interne dove la popolazione è più anziana e fragile”.
Il superamento delle verifiche indipendenti proietta il territorio verso le fasi finali di attivazione della nuova rete assistenziale, ridisegnando un modello sanitario che punta tutto sull’integrazione tra strutture fisiche, innovazione tecnologica e dialogo costante con i territori.

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