Le proposte del consigliere regionale del Gruppo misto riguardano i temi della laicità, della parità di genere, della democrazia e della partecipazione, della riduzione dei costi della politica
Laicità, parità di genere, democrazia e partecipazione, riduzione dei costi della politica: sono questi i temi al centro degli emendamenti alla proposta di legge sul nuovo Statuto della Regione presentati dal consigliere regionale del Gruppo misto Giannino Romaniello. “Emendamenti ispirati da un costruttivo confronto intrapreso negli ultimi mesi con cittadini e associazioni, culminato nel partecipato dibattito organizzato lo scorso 20 novembre in Consiglio regionale e sono incentrati in particolare sui temi della laicità, della parità di genere, della democrazia e della partecipazione”, evidenzia lo stesso Romaniello per il quale “nello specifico, il principio di laicità, tanto dibattuto in questo momento storico, la cui affermazione appare ormai determinante per l’affermazione di un modello di società basata sulla convivenza pacifica e il rispetto di tutte le forme di pensiero e di espressione, è affrontato da un emendamento all’articolo 2, laddove si aggiunge ad un generico e scontato riferimento al rispetto della Costituzione italiana e alla Dichiarazione dei Diritti Universali dell’uomo anche un richiamo ai principi di rispetto della dignità umana, di laicità, di libertà, di democrazia, di uguaglianza, di tolleranza, di giustizia e di solidarietà”.<br /><br />“Gli emendamenti – continua – riservano grande attenzione alla questione della parità di genere e al contrasto delle discriminazioni dovute all’orientamento sessuale, che il testo dello Statuto nell’attuale formulazione affronta in modo timido e marginale. In particolare, modificando l’articolo 6, viene proposto un rafforzamento del principio di contrasto di ogni forma di violenza e discriminazione di genere nonché l’affermazione del principio di parità non solo tra uomini e donne ma anche delle persone di diverso orientamento sessuale e di diversa identità di genere. Un principio che si propone di garantire anche in materia di lavoro, introducendo un comma aggiuntivo all’articolo 7 con il quale si afferma il principio secondo cui la Regione tutela la dignità delle lavoratrici e dei lavoratori anche contro le molestie sessuali e la violenza psicologica dovuta anche al diverso orientamento sessuale e a diversa identità di genere sul luogo di lavoro”.<br /><br />“Non meno rilevante- dice Romaniello – è il contenuto dell’emendamento proposto per integrare l’articolo 47, che disciplina le nomine dei dirigenti generali dell’amministrazione regionale e degli amministratori di aziende, enti dipendenti dalla Regione, e di società partecipate dalla Regione, laddove si introduce il principio secondo cui le nomine devono assicurare la parità di genere. Inoltre, una modifica all’articolo 51 propone l’obbligo di una equilibrata presenza dei generi nella composizione della Giunta, e che comunque, in ogni caso, il numero degli assessori appartenenti allo stesso sesso non può essere superiore a due terzi”.<br /><br />“Con un emendamento all’articolo 19 – aggiunge – che introduce e regolamenta il referendum consultivo concedendo ai sedicenni la possibilità di partecipare alla richiesta di referendum ma non al voto stesso si prova a superare quello che appare in tutta evidenza un vero e proprio paradosso, introducendo il diritto al voto per questo tipo di consultazione, il cui valore non è vincolante, anche ai maggiori di sedici anni”.<br /><br />“Gli emendamenti – prosegue – riguardano anche un tema, quale quello della riduzione dei costi della politica, su cui a più riprese sono riuscito ad incidere in modo significativo in passato, come nel caso, ad esempio, dell’abolizione del vitalizio per i consiglieri regionali. In questo caso viene proposta la diminuzione dei membri dell’Ufficio di presidenza del Consiglio regionale che passerebbero dalle attuali cinque unità a tre, prevedendo un solo vice presidente e un solo segretario. Gli emendamenti propongono una vera e propria ‘rivoluzione copernicana’ per quanto riguarda l’elezione del presidente della Giunta regionale, il quale verrebbe eletto dal Consiglio regionale che a sua volta può revocargli la fiducia solo in modo contestuale alla individuazione ed elezione di un nuovo presidente. Tale forma indiretta di elezione del presidente della Giunta, basata sul modello parlamentare, e la sfiducia costruttiva rispondono ad una logica di maggiore democrazia, attribuendo un peso determinante all’organo di maggiore rappresentatività, quale il Consiglio regionale, il cui ruolo rischierebbe altrimenti di essere svilito da un modello di governo che prevede l’accentramento di potere nelle mani del solo presidente della Giunta”.<br /><br />Il consigliere Romaniello ha anche sottoscritto, condividendone il contenuto, l’emendamento presentato da Pietrantuono (Psi) che stabilisce il limite di due mandati per i consiglieri regionali.