Il report “Funzione ed efficacia delle Province lucane”, realizzato dalla DGG Consulting, in collaborazione con la SWG ( Istituto leader nelle ricerche da oltre 30 anni), per l’Unione della Province italiane, e presentato ieri pomeriggio nell’ambito del direttivo Upi di Matera, analizza due importanti macro aree: la percezione delle province da parte dei cittadini lucani; la percezione della crisi economica e delle prospettive future della regione.
Il rapporto consegna dunque al dibattito politico-istituzionale di questa regione una serie di interessanti spunti di riflessione, non legati semplicemente alla questione dell’utilità delle Province, ma riguardanti a trecentosessanta gradi le condizioni di vita presenti in Basilicata, misurate rispetto ad alcuni indicatori, quali sicurezza, istruzione e formazione, qualità dei servizi etc. .
La visione lucana delle Province
Il clima di antipolitica e sfiducia nelle istituzioni travolge tutti i soggetti di rappresentanza e di governo, ma i lucani hanno un giudizio sulle Province il doppio più positivo della media degli italiani (9%), cioè pari al 20%, riguardo sia alla fiducia sia all'utilità di questi Enti. Le Province lucane resistono meglio anche alla crisi di sistema che colpisce tutto il paese: sono state già toccate dai tagli, che possono dunque essere rivolti altrove. La scure degli tagli, secondo i cittadini, dovrebbe colpire innanzitutto lo Stato e il Governo nazionale (74%). Le Province seguono al secondo posto ma distaccate di molti punti percentuali (10%). Una posizione che si spiega anche legandola al dato dell'utilità di questi Enti: per il 47% dei lucani le Province sono poco utili, per il 20% sono utili (la media nazionale è del 9%), mentre ben il 33% degli intervistati è incerto. Questo risultato deriva dalla scarsa conoscenza delle competenze dell’Ente ed è accentuata dalle difficoltà di tenuta dei livelli dei servizi, ridotti a causa dei minori trasferimenti ai bilanci provinciali. Tuttavia, sono da aggiungere i risultati di una indagine Ipsos, da cui emerge che per il 63% del campione intervistato non bisogna abolire le Province in generale, ma solo quelle più piccole, mentre il 60% non vorrebbe l'abolizione della propria Provincia. L'opinione pubblica, dunque, è più propensa ad un riassetto e ad una razionalizzazione delle Province che alla loro soppressione. Anche perché il compito attribuito dai lucani alle Province è decisivo: progettare il futuro del territorio, con una percentuale pari a 40, per risolvere i problemi di oggi e definire gli asset strategici di prospettiva. Un compito quest'ultimo che né Comuni né Regione riescono a svolgere e per il quale le Province sono in difficoltà a causa dei tagli subiti. Secondo gli intervistati, per il futuro della Basilicata, tra i temi e i settori principali su cui puntare, ci sono lavoro e conciliazione dei tempi di vita (51%), salute e servizi sanitari (35%), tutela dell'ambiente, gestione risorse energetiche e idriche (32%), benessere economico (22%), istruzione e formazione (21%). Altro dato interessante è una buona appartenenza nazionale, un’identità locale forte e poco campanilismo, dati da cui emerge la funzione identitaria rispetto al territorio che le Province hanno sempre svolto storicamente e continuano a svolgere. Eliminarle, o ridurle ad una, porterebbe a cancellare un importante fattore di identità locale, oltre che di coordinamento amministrativo. Ad esempio, i residenti della provincia di Matera si sentono italiani (61%), lucani (14%), materani (19%) e cittadini del proprio comune (4%) a fronte di quelli della provincia di Potenza che si sentono soprattutto italiani (52%), lucani (23%), potentini (19%) e cittadini del proprio comune (6%). Positivi anche gli indicatori naturali di vivibilità con valori sopra la sufficienza per sicurezza e ordine pubblico (6,5%), paesaggio e patrimonio e patrimonio culturale (6,5%) e soddisfazione della propria vita (6,3%) e valori sufficienti o quasi per qualità delle relazioni sociali (6,0%), istruzione e formazione (5,9%), salute e servizi sanitari (5,8%). (r.a.)
La percezione della crisi
In Basilicata la crisi si fa sentire meno che nel resto d'Italia. I lucani conservano dunque un minor grado di pessimismo su economia e uscita dalla crisi rispetto alla media italiana, accompagnato anche da una fiducia più forte nelle istituzioni locali. Ben il 34% dei lucani pensa che la situazione economica familiare in futuro possa migliorare a fronte del 9% in Italia. Gli italiani sono dunque più pessimisti considerato che il 44% pensa addirittura che la situazione possa peggiorare a fronte del 23% dei lucani.
E ancora. Mentre a livello nazionale il 43% del campione ammette di avvertire difficoltà con il reddito a disposizione, la percentuale lucana si attesta sul 36%. C'è poi un 33% in Basilicata che dichiara di percepire un reddito sufficiente per vivere con tranquillità, a fronte del 31% italiano. Tuttavia, più della metà dei lucani (56%), ammette di aver risentito qualche effetto della crisi economica.
In Basilicata la crisi economica pesa soprattutto sul pagamento delle utenze (48%) e delle spese della casa (26%) e sull'acquisto di benzina (27%) e di generi alimentari (24%).
I principali timori dei lucani legati alla crisi economica riguardano la perdita dell'attuale tenore di vita (39%) e l'incapacità di riuscire ad aiutare i figli (32%). Secondo i lucani, per fronteggiare meglio la crisi bisognerebbe ridurre soprattutto le tasse (32%). (r.a.)
Metodologia della ricerca
La fase qualitativa della ricerca ha previsto interviste in profondità (della durata di circa un’ora) a 24 opinion leader (12 per Provincia) del territorio delle due Province lucane. Gli opinion leader intervistati sono stati selezionati tra le seguenti categorie sociali: consulte studentesche, insegnanti e professori universitari, rappresentanze sociali ed economiche, mondo della sanità, cultura, volontariato e amministratori. Per avere informazione completa sulle attività delle due Province è stato intervistato per ciascuna di esse un dirigente (il direttore generale della Provincia di Potenza; il segretario generale della Provincia di Matera). Le interviste sono state effettuate tra maggio e giugno 2012 La traccia di intervista è stata strutturata con una prima parte sulle funzioni delle Province e la percezione delle Istituzioni locali e una seconda sulla qualità della vita e sui tratti identitari delle comunità e del territorio. (r.s.)
Tipologia d’indagine: indagine quantitativa
Metodologia: ad hoc
Universo di riferimento: popolazione maggiorenne residente nella regione Basilicata
Campione: rappresentativo in base ai parametri: sesso, età, scolarità, provincia
Dimensione campionaria: 1.000 casi
Metodo di raccolta dati: sistema misto telefonico (CATI) e online (CAWI)
I risparmi delle Province Lucane: oltre 10 Meuro in tre anni
Le Province di Potenza e Matera hanno accettato da tempo la sfida di contribuire a costruire condizioni di maggiore efficienza e di minor costi della politica, anticipando la spending review, nella consapevolezza di quanto sia necessario uno Stato più leggero, meno costoso e soprattutto più vicino ai territori e ai cittadini. Negli ultimi tre anni di consiliatura le due Province lucane hanno ottenuto considerevoli risparmi, riducendo complessivamente le spese del personale di 5,22 Meuro con 136 dipendenti in meno, dal 2009 al 2013, i costi della politica e di funzionamento della macchina amministrativa di 5,47 Meuro e attivando contestualmente investimenti per 171,17 Meuro. (r.s.)
bas 08