Vaccaro (Uil) e Martino (Uiltec) su progetto “Energy Valley”

Riceviamo e pubblichiamo una dichiarazione congiunta di Carmine Vaccaro, segretario Uil Basilicata e di Giuseppe Martino, segretario Uiltec Basilicata
"Dopo l’annuncio del progetto “Energy Valley” rinnoviamo all’ad Eni Descalzi l’invito, che abbiamo da tempo formulato come Uil e Uiltec, perché venga in Basilicata a spiegare nei dettagli la proposta” sulla quale, sulla base delle prime notizie diffuse in queste ore, non possiamo che esprimere un giudizio positivo. Abbiamo sempre sostenuto che su energie rinnovabili e chimica verde si deve basare la strategia da perseguire sul dopo petrolio in Val d’Agri fondando il progetto di cosiddetta “svolta verde” su due elementi essenziali: la chimica verde da sviluppare nei comparti delle bioplastiche, del farmaceutico e del biosanitario e l’istituzione del fondo sovrano alimentato dalle royalties del petrolio, mettendo fine definitivamente allo spreco di tutti questi anni. Abbiamo bisogno di vedere le carte e conoscere come sarà attuato l’investimento, come saranno realizzati a regime i nuovi 200 posti di lavoro, quali profili professionali saranno necessari, perché non può essere certo il progetto “Energy Valley” a pulire la coscienza su responsabilità e disattenzioni in tema di ambiente e territorio. In tutto questo è evidente il ruolo che spetta alla nuova Giunta Regionale evitando che esso si risolva in un “comparsa” o in rito formale. La Regione deve incalzare Eni ad un confronto di merito perché si mostrino sul tavolo le carte dei progetti. E’ tempo di pensare alla definizione di nuove linee produttive di sfruttamento in loco dei derivati, con microinterventi nella “chimica fine” e dei nuovi materiali, delle bioplastiche, del farmaceutico e del biosanitario. L’annuncio di questo progetto è la dimostrazione che la consapevolezza sulla sostenibilità del mondo chimico è cresciuta per merito della società civile ed anche dei sindacati a e che la ricerca applicata può dare veri risultati di recupero industriale ed occupazionale. Ma soprattutto continuiamo a credere nella opportunità di sostenere la ricerca e lo sviluppo di tecnologie per la produzione di energia geotermica a bassa temperatura, sfruttando le perforazioni del petrolio e del gas naturale e sperimentando i metodi e le tecnologie più idonee allo sfruttamento del giacimento termico alla profondità dei pozzi petroliferi di Basilicata. Quanto al Fondo sovrano regionale non si può perdere altro tempo per dare concretezza alle idee di eco-sostenibilità, sviluppo ed occupazione”.
 

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