Viggiano, da domani al via Scuola sviluppo sostenibile

Prende il via domani, e proseguirà fino al 28 ottobre, la Sustenaible Development School per l’approfondimento e aggiornamento accademico sui temi dello Sviluppo Sostenibile regionale. Nella serata del 25 confluiranno a Viggiano i  45 cervelli ed intelligenze di tutto il mondo chiamati a collaborare con docenti dell’Unibas che fungeranno da tutors (Prof.ri Petraglia, Romano, Masi, Laterza, Colella) in gruppi di lavoro e di approfondimento con particolare riferimento a cinque settori: economia regionale nel nuovo contesto euro-mediterraneo; energia, risorse naturali e sviluppo economico; ambiente e tutela delle risorse; infrastrutture e tutela del territorio, valorizzazione e sviluppo del patrimonio storico, culturale e sociale.  I saluti istituzionali di apertura dei lavori, nella mattina del 26 ottobre, saranno affidati a Giuseppe Alberti, sindaco Viggiano, ai  Presidenti enti sostenitori,  al dott. Cristiano Re, Direttore Fondazione Mattei e il presidente della Regione Basilicata Vito De Filippo.  A seguire, nel pomeriggio, la  lezione del Prof Nicola Persico della Northwestern University, Managerial Economics and Decision Sciences, e del dott. Luca Bianchi, vice direttore della Svimez. Sabato 27 ottobre i borsisti avranno modo di approfondire, assieme ai tutors, i temi in base ai focus da loro scelti. Nella mattinata del 28 ottobre, invece, verranno presentate, dai borsisti, le relazioni emerse dai cinque focus alla presenza di autorità istituzionali quali: Mauro Fiorentino, Magnifico Rettore Università degli Studi di Basilicata, On. Gianni Pittella,  Vice Presidente Vicario del Parlamento Europeo, On. Prof.  Giampaolo D’Andrea, Sottosegretario ai Rapporti con il Parlamento, Dr. Antonio Loche, Segretario Generale Isiamed e il presidente della Regione Basilicata Vito De Filippo.
"La comunità lucana – spiega l coordinatore scientifico della Scuola sen. Romualdo Coviello – sta vivendo una fase difficile e complessa dovuta a tensioni e sfiducia nelle istituzioni. A ciò si aggiungono questioni quali il contrasto con il Governo nazionale, la perdita di peso delle regioni, il conflitto con le aziende petrolifere, le contestazioni dei Comuni e del Consiglio Regionale sull’uso del territorio e delle risorse, con  il diniego dei permessi di ricerca e la limitazione dell’ampliamento della estrazione petrolifera. In questo clima si alza, sempre più imponente, la protesta delle Comunità locali, a partire dall’entroterra lucano nella Valle del Petrolio e del Parco Nazionale dell’Appennino lucano, deluse dalle attese e dalle scarse ricadute sulla economia e l’occupazione del territorio sfruttato dalle compagnie Petrolifere, insieme alla denuncia  per la debole tutela  dell’ambiente, dal timore per il danno alla salute delle persone e per il pericolo di degrado del territorio in un’ area ad alto valore paesistico. L’obiettivo della scuola – spiega  Coviello– è il recupero delle intelligenze, soprattutto di quei giovani lucani che hanno trovato sbocco negli Istituti di ricerca in Italia e all’estero e che conservano con la loro terra, in difficoltà, un legame autentico e nostalgico”. Ad affiancare il coordinatore Coviello, il direttore della scuola Mario Polese che sottolinea: "La Basilicata, area con uno dei più alti tassi di dotazione territoriale pro capite può, con il contributo dei suoi tanti talenti, provare a giocarsi il ruolo di big player nella partita del Mezzogiorno ponte tra Mediterraneo ed Europa"

bas 06

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