Violenza di genere, due libri di Altrimedia

Riconoscere, Raccontare, Rinascere. Due libri di Altrimedia Edizioni a confronto sulla violenza di genere

Venerdi 28 novembre, nell’ambito delle iniziative promosse a sostegno della Giornata internazionale per l’eliminazione della violenza sulle donne, alle ore 17:30 a Roma, presso Sincronie – Studio di Terapie Integrate, avrà luogo un incontro dedicato all’analisi di un fenomeno che ci interroga tutti attraverso la presentazione di due opere fondamentali e complementari: Mai più indifesa di Chiara Gambino e Giampaolo Salvatore (Altrimedia Edizioni) e Certe donne di Stefania Martani (Altrimedia edizioni).

A dialogare con le autrici la professoressa Tania Carotenuto, impegnata a dare voce ai due sguardi sulla violenza che emergono dai due volumi. La violenza contro le donne non è un evento singolo, ma un processo che si nutre di silenzi, stereotipi e isolamento. Per combatterla non basta la denuncia, servono la consapevolezza e la forza della narrazione.

Questo incontro vuole esplorare il tema da due prospettive cruciali: quella del riconoscimento e quella del racconto.

1. L’approccio di “Mai più indifesa” di Chiara Gambino e Giampaolo Slavatore

Il titolo stesso è un manifesto di empowerment. Il libro affronta la violenza di genere analizzando gli strumenti concreti per riconoscerla e contrastarla. Gli autori ci guidano nel riconoscere i segnali premonitori, spesso subdoli, della violenza psicologica, economica e fisica. “Mai più indifesa” non si limita a descrivere il problema, ma offre una mappa per uscirne: esplora i meccanismi della dipendenza affettiva, le dinamiche del controllo e, soprattutto, i percorsi di autodeterminazione e di supporto (legale, psicologico, sociale) che permettono alla donna di smettere i panni della vittima e riprendere in mano la propria vita. È un testo che risponde alla domanda: “Cosa posso fare, ora?”.

2. L’approccio di “Certe donne” di Stefania Martani

Se il libro della Gambino e di Salvatore è una mappa, quello di Stefania Martani è un atlante di esperienze umane. “Certe donne” dà voce alle storie. La violenza, qui, esce dalla statistica e acquista il volto, la biografia e le sfumature di “certe donne”, appunto: donne uniche, complesse, mai banali. Attraverso la narrazione, Martani smonta lo stereotipo della “vittima perfetta” e ci mostra la vita reale, con le sue contraddizioni e la sua resilienza. È un’immersione profonda nell’umanità che la violenza cerca di cancellare. Questo testo risponde alla domanda: “Chi sono le donne che vivono tutto questo?”.

La professoressa Tania Carotenuto guiderà un dialogo che intreccerà questi due approcci: come la narrazione (Martani) sia il primo passo per acquisire la consapevolezza (Gambino) e come, insieme, possano costruire una cultura del rispetto e della non-violenza. Unire questi due libri significa unire la denuncia alla soluzione, l’empatia all’azione.

 

 

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