Matera e i Sassi in un libro di Giovanni Caserta

Domani 4 febbraio, ore 17,30, nell’Istituto Istruzione Superiore “A. Turi”, Via Matarazzo, Giovanni Caserta presenterà il suo libro “Come fu che Matera scoprì di avere i Sassi”, un’opera civile di grande valore civile.

Con questo volume, Giovanni Caserta ci consegna un’opera civile di grande valore, scavo in un lungo tempo che non restituisce solo fatti, ma visioni, conflitti, ferite e dignità offesa. Con il suo rigore di studioso, e la passione del testimone, si attraversano secoli di rimozione e silenzio, mostrando come Matera – e con essa l’Italia – abbia a lungo ignorato, e volto le spalle ai Sassi, che furono quartieri “sotterranei” non solo nella geografia urbana, ma anche nella coscienza civile. Era la Matera “di Sotto”.

Nelle parole limpide e appassionate dell’autore ritroviamo il percorso di una città che, salita all’attenzione internazionale come “attrattore” turistico, tende a far dimenticare che fu luogo di contraddizioni, di fatiche, di ingiustizie, di colpevole, massificata emarginazione.  Si utilizzano documenti, testimonianze, relazioni istituzionali, fotografie d’epoca, ricordi familiari, figure umane e passionali come il “monaco bianco; e si ricordano figure come l’ingegner Vincenzo Corazza, tornato dall’America, e l’ingegner Alberto Bevilacqua Lazise, di ascendenze austriache, venuto dal Nord, artefici della prima trasformazione e sanificazione della Matera degli anni Trenta nel secolo scorso. Lentamente si delinea un quadro lucido e coraggioso, che rivendica dignità di persone a contadini, artigiani, donne, vecchi e bambini che, per generazioni, abitarono grotte, contando soprattutto sulla rete di solidarietà costituita dai “vicinati”.

La vicenda dei Sassi, letta soprattutto attraverso gli occhi di visitatori ed autori esterni, non è, quindi, un catalogo museale, ma una vicenda che interroga il presente e si interroga sul futuro. Questa pubblicazione è, in definitiva, un ulteriore atto di impegno, degna di essere letta, discussa, portata nelle scuole, nei centri culturali, nei luoghi dove si discute di crisi e di graduale spopolamento delle lande meridionali, ultima tragedia. Come fu che Matera scoprì di avere i Sassi, in definitiva, educa, commuove, interroga, ma dice anche che, nonostante tutto, per gli uomini di buona volontà, non è mai troppo tardi.

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